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Atene – Requisiti di un grande politico

Se voleva emergere, un individuo doveva essere abbastanza ricco da poter dedicare tutto il suo tempo alla politica, e da poter eventualmente offrire alla polis doni che facessero risaltare la sua generosità e il suo amore per i concittadini; doveva disporre dell'aiuto di un gruppo di seguaci; doveva possedere una profonda cultura, che gli consentisse di orientarsi con sicurezza nei difficili problemi del diritto, della politica estera e dell'amministrazione finanziaria; doveva inoltre avere familiarità con la sottile arte della retorica, indispensabile per trovare il consenso dei cittadini persuadendoli non solo con la forza degli argomenti ma anche con il fascino della parola e un abile uso dei gesti.
A tale proposito, determinante per la vita politica ateniese fu il contributo dei sofisti (da sofìzetai, cioè “esercitare l'attività del sofòs, colui che sa”), un movimento intellettuale sviluppatosi in varie città della Grecia tra il 450 e il 380 a.C. I sofisti giravano per le poleis, mettendo a disposizione il proprio sapere dietro compenso. Lo scopo principale delle loro lezioni era quello di avviare i discepoli a una brillante carriera politica. I sofisti infatti insegnavano a usare la parola come strumento di persuasione e di formazione delle decisioni e, attraverso le tecniche della retorica, mettevano i propri discepoli in condizione di esprimere nel modo più convincente le proprie idee e di “sedurre” l'uditorio. L'alto compenso richiesto dai sofisti per i loro insegnamenti faceva sì che i loro discepoli fossero giovani appartenenti a famiglie facoltose.

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