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I crudeli assiri

Dalla bibbia e dalle immagini lasciateci da gli assiri; possiamo concludere che questi erano un popolo molto feroce e guerriero. Chi cadeva nelle loro grinfie non aveva possibilità di fuga e veniva torturato e ucciso o deportato. Non solo gli assiri erano crudeli, ma era carattere comune di molti popoli mesopotamici dipingersi tali.
La costruzione dell'impero:
L'impero assiro si stanziò principalmente sulle rive del tigri. Nel XII quando i popoli del mare approdarono in Mesopotamia e gli armeni compievano razzie, furono tra i pochi a non venire danneggiati e quindi si trovarono avvantaggiati quando i popoli circostanti erano in ginocchio. Essendo sulla rotta commerciale che
portava il metallo dalla Turchia alla Mesopotamia; ne ebbero un grande vantaggio inseguito allo sviluppo delle nuove tecnologie di lavorazione.
Le prime guerre assire erano difensive ma nel X secolo, quando gli aramei cercarono di attaccarli, questi furono sconfitti e i vincitori poterono impadronirsi di un vasto bottino.

Da quella vittoria, l'economia assira si sviluppò sulla guerra e venne creato un vasto esercito che utilizzava macchine d'assedio, che fu capace di conquistare territori dal golfo Persico fino al Mediterraneo e che nel 729 a. C. Prese Babilonia.
I re assiri:
I sovrani assiri si sentivano al di sopra del mondo e più importanti degli dei e si facevano costruire regge sempre più grandi di quelle del re precedente. Per dimostrare la grandezza del loro impero, alcuni re si facevano importare piante e animali non locali che poi avrebbero messo in zoo e giardini botanici.
I re assiri erano feroci ma alcuni di questi; come Saragon ( il quale regno durò dal 722 al 705) ; si consideravano intelligenti e disponevano di ampie librerie.
La fine del regno assiro:
La fine dell'impero assiro fu causata da tre cause:
causa demografica: il regno assiro era popolato maggiormente da deportati stranieri perché i nativi erano impiegati nell'esercito
causa politica: la lotta per il potere era molto accanita e questo portava a un susseguirsi di guerre civili.
Causa economica: si doveva mantenere il lusso delle città capitali quindi venivano indette nuove guerre e di conseguenza nuovi tributi.

Tra il 620 e il 612 una coalizione di babilonesi e medi distrusse Ninive.

Gli ebrei
Esistono due storie sul popolo ebraico; la prima è derivata dalla bibbia e la seconda è frutto degli studi storici

Secondo la prima versione; Abramo intorno al 1650 a. C lascio la città di Ur e andò in Palestina dove i suoi figli si divisero la terra. Poi gli ebrei migrarono in Egitto e tre secoli dopo Mosè li aiutò a scappare da Ramses III e li ricondusse alla terra promessa che era però occupata dai filistei che furono cacciati via con le armi.

Nei primi decenni dell'ottavo secolo gli assiri attaccarono e deportarono gli ebrei a Ninive ma, quando i medi e i babilonesi la attaccarono, questi tornarono a casa.
Nel 587 a. C. Il re di Babilonia distrusse Gerusalemme e deportò qualche migliaia di giudei che divennero liberi solo quando Ciro Il Grande, re dei persiani, si impadronì dell'impero babilonese.
Gli ebrei rimasero in pace fin quando Alessandro Magno conquistò la Persia.

Mentre a dire della seconda versione; il territorio ebraico fu dominato dall'Egitto e dai regni siriani e che nel XII secolo i popoli del mare liberarono quelle terre dai regni vicini.
I filistei facevano parte dei popoli del mare e quando provarono ad attaccare l'Egitto vennero respinti; quindi tornarono indietro e si fermarono in Palestina. I filistei erano popolazioni indoeuropee provenienti da i Balcani e isole egee
Oltre ai filistei giunsero in Palestina i proto-israeliti, una popolazione semitica che visse intorno alla regione fino a quel momento e che quindi trovarono uno spazio adeguato per stanziarsi.

La religione mosaica:
Gli ebrei avevano due templi; uno a Gerusalemme e l'altro a Samaria.
Le regole religiose e i dieci comandamenti erano scritte nella Torah che racchiudeva i primi cinque libri della Bibbia.
I comandamenti erano custoditi nel tempio di Salomone che venne distrutto e ricostruito più volte ma alla fine fu buttato giù definitivamente da l'imperatore romano Adriano.
Dopo l'abbattimento definitivo del tempio; gli ebrei si sparpagliarono per tutto il globo, questa migrazione è chiamata “diaspora”

I fenici

Per tutto il secondo millennio; le città delle coste sirio-palestinesi, avevano comandato il commercio sul mediterraneo.

Quando i popoli del mare arrivarono e la crisi del XII secolo si presentò, molti popoli furono indeboliti ma altri no; è il caso delle città fenice che ebbero modo di svilupparsi grazie all'indipendenza che conquistarono.
Le città fenice sorgevano sul mare, lungo il bordo di una pianura sottile e strette fra i monti del Libano e del mediterraneo e erano comandate da un re il quale dava conto del suo operato al popolo durante le assemblee cittadine. Le città più importanti erano Tiro,Sidone e Biblo.
Ogni città aveva il suo dio ma in tutte si parlava il fenicio e l'aramaico.
Il commercio fenicio era un commercio privato e non statale come nei grandi regni. Le navi private attraccavano ovunque ci fosse stata la presenza di metalli per esempio l'argento col quale pagavano i tributi agli assiri che li avevano sottomessi nel IX secolo.
I metalli si acquistavano con i prodotti manifatturieri tipici fenici (come vasi,gioielli e tessuti colorati) e venivano poi venduti alle popolazioni mesopotamiche in cambio dei prodotti locali.
Quindi si può dire che i fenici lanciarono una moda con i loro prodotti; infatti dalla Spagna alla Grecia divenne uso comune indossare gioielli.
La colonizzazione:

Nel'814 a. C Tiro inviò in Tunisia una spedizione per creare una città sorella. Quella città era Cartagine; nella quale migrarono soldati,mercanti,sacerdoti e artigiani con le rispettive famiglie.
Cartagine fu la prima di una lunga sere di colonie in tutto il bacino del mediterraneo; per esempio altre colonie sorsero in Sicilia,Sardegna e in Spagna, in questo modo; il mediterraneo occidentale e orientale divenne fenicio.
Queste colonie erano mete abituali dei mercanti per rifornirsi ed eventualmente effettuare qualche scambio.

Nel V secolo a. C i cartaginesi passarono lo stretto di Gibilterra e i mercanti fenici si diressero in Africa,nel golfo della Guinea e alle isole Inglesi per la ricerca di stagno.
I persiani
Il territorio:
Tra Mesopotamia e India vivevano alcune tribù di lingua indoeuropea; a nord i medi,a sud i persiani. Nel VII secolo a. C. il re Ciasarre le unificò secondo il modello assiro; con un esercito funzionale e una burocrazia meticolosa. Poi nel 612 a. C, Ciasarre, si alleò con i babilonesi e distrusse gli assiri.
Il secondo re Persiano fu Ciro il Grande che estese l'impero su tre fronti; a ovest conquistò Babilonia, a est portò i confini fino all'India e verso nord cacciò le tribù verso l'Europa.
Dopo Ciro il Grande l'impero persiano continuò a espandersi; Cambise conquistò l'Egitto e le unificò sotto il suo grande regno le popolazioni del mondo antico..
E infine Dario I ampliò i possedimenti in India e si lanciò alla conquista dell'Europa.
Alla fine di tutte queste conquiste; l'impero Persiano si estendeva su una superficie di 3 milioni di km sulla quale si trovavano popolazioni con lingue,culture,stili di vita differenti e si potevano trovare egiziani,ebrei,babilonesi, assiri e molti altri popoli.
Un impero del genere è definita “cosmopolita”.
Dario I provò a conquistare la Grecia ma venne respinto a Maratona nel 490 a. C e anche a Serse I toccò la stessa sorte nel 480 e nel 479 a. C. .
Per i Greci queste vittorie significavano molto, visto che i persiani erano un popolo molto potente ma quest'ultimi videro questo evento più come un piccolo intoppo.
L'ORGANIZZAZIONE DELL'IMPERO:
L'impero persiano era diviso in venti satrapie e ognuna corrispondeva a una regione e ciascuna la propria religione, lingua e abitudini differenti.
Una lingua comune era l'aramaico; usata per le comunicazioni ufficiali.
I satrapi erano dei governatori aristocratici che si comportavano come principi e avevano il compito di raccogliere i tributi in argento che ammontavano a circa 216000 kg ogni anno.
L'argento era usato per produrre i darici, la moneta imperiale, con cui si pagavano le spese dell'impero che erano elevate.
Parte del denaro veniva destinato alla costruzione di strade che erano numerosissime; la più lunga era la via regia, che era lunghissima.
Su queste strade viaggiava un servizio di posta a cavallo che metteva in comunicazione tutti i punti dell'impero.
C'erano poi le spese per lavori come lo scavo di un canale di comunicazione tra Nilo e mar Rosso.
Come gli assiri, i persiani, tenevano a il lusso di corte e delle città capitali e quindi ogni sovrano edificava un grande palazzo. Susa, Pasargate e Persepoli furono tre delle grandi città costruite e servivano a meravigliare la gente non del posto.
In queste città si trovavano i ''paradisi'' cioè dei giardini dove, come facevano gli assiri, si mettevano piante e animali non locali.

La fine dell'impero:
Sostenere tutte le spese dell'impero era molto difficile e quindi venivano continuamente aumentate le tasse.
Il popolo si ribellava continuamente e questa fu una causa sociale che porto alla fine dell'impero persiano.
Ci furono anche una causa politica e una causa culturale.
Ogni volta che si doveva scegliere un nuovo successore imperiale i pretendenti al trono scatenavano continue guerre civili e questa fu la causa politica.
La terza causa, culturale, fu causata dall'intolleranza religiosa.
Nessun re persiano costringeva il proprio popolo a convertirsi ma i successori di Ciro il Grande furono meno tolleranti e quando si generavano delle rivolte, le attribuivano al dio del male e quindi le schiacciavano con ferocia.
Nel 332 a. C, Carlo Magno attaccò l'impero persiano e si ritrovò contro un impero molto indebolito.
La guerra durò pochissimo e il re macedone conquistò questo regno rapidamente.
Dario III fu l'ultimo re persiano visto fu ucciso da un satrapo ribelle

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