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Le armi romane

Le armi di offesa erano la spada corta a due tagli (gladius), la spada lunga (ensis), la lancia lunga (hasta), il giavellotto lungo due metri (pilum). I fanti armati alla leggiera (velites) avevano come armi di offesa solo archi, frecce, fionde e giavellotti. Come armi di difesa venivano usati scudi vari, corazze ed elmi. Lo scutum era uno scudo grande a forma di tegola; il clipeus era uno scudo rotondo, per lo più di bronzo; parma era uno scudo rotondo e leggero usato anche dai cavalieri. L’elmo di cuoio era detto galea, quello di metallo cassis. Lorica era la corazza metallica e ocreae gli schinieri. L’esercito disponeva di macchine da guerra per le operazioni di assedio. Le balistae lanciavano pietre nella città assediata; gli arieti, grosse travi con la punta di ferro, martellavano porte e mura della rocca nemica; le torri mobili di legno permettevano ai soldati di colpire dall’alto i difensori della fortezza; le vineae e le testuggini erano tettoie che riparavano gli assedianti dai dardi lanciati dalle mura nemiche.
L’accampamento
L’accampamento romano aveva generalmente la forma di un rettangolo ed era attraversato da strade che si incrociavano ad angolo retto. Al centro del campo sorgeva la tenda del comandante (praetorium); dinanzi ad essa si apriva il piazzale (forum) dove si adunavano i soldati. Il campo (castra9 era difeso, tutto intorno, da una palizzata (vallum), da un terrapieno (agger) e da un fossato (fossa). Le truppe, durante l’inverno, erano alloggiate in accantonamenti chiamati hiberna.
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