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Nella primavera del 42 a.C. Ottaviano ed Antonio lasciarono Roma per andare in Oriente, dove Bruto e Cassio erano diventati potenti. I due congiurati fino a quel momento avevano agito separatamente, Bruto in Macedonia, Grecia e Illiria, mentre Cassio in Siria. In seguito si erano poi incontrati per progettare un piano per sottometere anche la Licia e Rodi in modo di assicurarsi le spalle prima di andare in Occidente. Antonio, dopo che Cassio prese Rodi, si imbarcò a Brindisi mentre Ottaviano preferì cercare di liberare le coste della Sicilia da Sesto Pompeo. I primi scontri furono positivi tanto che Sesto scappò in Oriente da Cassio e Bruto. Questi contavano molto sulla flotta di Sesto. Intanto gli eserciti dei triumviri marciavano dall'Illiria verso la Macedonia, nella pianura di Filippi dove i loro luogotenenti avevano messo l'accampamento. Antonio pose il suo di fronte a quello di Cassio mentre Ottaviano di fronte a quello di Bruto. Ottaviano non era un gran condottiero ma, da ottimo politico, sapeva circondarsi di eccellenti collaboratori fra i quali c'era Agrippa. Antonio e Cassio iniziarono subito a fronteggiasi, mentre Bruto distrusse l'accampamento di Ottaviano che si era allontanato per motivi di salute. Nel frattempo Cassio era stao sconfitto ed era scappato. Bruto intanto era titubante nell'attaccare, ma i suoi soldati iniziarono a defezionare, allora attaccò Antonio e Otaviano, che aveva preso le alture dove prima stava Cassio. Bruto sconfitto cercò di scappare ma tutte le vie erano bloccate e i suoi soldati non gli obbedivano più. Decise così di suicidarsi trafiggendosi con una spada. Prima di rientrare in Italia i due triumviri avevano scoperto che Lepido aveva rapporti segreti con Sesto e decisero di dividersi le sue province. Poi Ottaviano tornò a Roma mentre Antonio restò in Oriente.

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