Video appunto: Alessandria d'Egitto come magazzino del mondo
Alessandria fu definita dallo storico Strabone (60 a.C – 21/24 d.C) come il “magazzino del mondo”, definizione che permette di comprendere pienamente l’importanza che la città rivestì in periodo ellenico. Uno dei punti a favore di Alessandria certamente fu la sua posizione, infatti la città era attraversata dalle vie commerciali di Asia, Africa ed Europa e nella città era possibile trovare ogni sorta di merce, dalla frutta esotica, alle spezie, sino ai tessuti e materiali più ricercati, o anche schiavi.
La città era celebre anche per la produzione di papiro, per cui i ricchi facoltosi Greci e Romani erano disposti a pagare cifre considerevoli.

Alessandria era anche una “città dai mille piaceri”, infatti vi erano osterie, cantine, ballerine e danzatrici; la popolazione era nota per essere molto turbolenta e le rivolte erano all’ordine del giorno. Alessandria era un “magazzino” non solo di materiali e cibo, ma anche di cultura, infatti sul suo suolo sorgevano importanti istituzioni, quali ad esempio la biblioteca, che arrivò a contenere più di 700.000 volumi, oggetto di studio e di trascrizione. Talvolta poteva capitare che nella trascrittura dei libri vi fossero degli errori (di copiatura o delle sviste), perciò nella biblioteca, per ogni libro, venne realizzata “un’ edizione standard”, ovvero la copia ufficiale da consultare in caso di dubbio. Tra i più celebri direttori della biblioteca sir ricordano Callimaco e Apollo d’Oro ( entrambi del III sec. a.C), che non esitarono ad inviare i propri uomini in Asia e Grecia alla ricerca dei libri più rari, per cui erano disposti ad investire cifre considerevoli.
E’ grazie alla biblioteca, importante centro di conservazione del sapere, che oggi molte opere sono giunte sino a noi.