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Concetti Chiave

  • Agrippina Maggiore, figlia di Marco Vipsanio Agrippa e Giulia, visse un'infanzia difficile, segnata dalla morte del padre e dall'assenza della madre, coinvolta in intrighi di corte.
  • Nell'4 a.C. sposò Germanico Cesare, con il quale ebbe nove figli, mostrando una forte influenza su di lui e partecipando anche alle sue campagne militari.
  • Agrippina dimostrò grande coraggio sul ponte del Reno, dove fermò i legionari romani da distruggere il ponte, convincendoli a fortificare la zona contro un pericolo infondato.
  • Dopo la morte di Germanico, Agrippina entrò in conflitto con Tiberio, che la vedeva come una minaccia al suo potere e cercò di ostacolarla, rifiutando anche le sue nozze con Pollione Salonino.
  • Esiliata nel 29 d.C. con l'accusa di adulterio, Agrippina morì nel 33 d.C. per inedia, mantenendo il suo orgoglio, mentre le sue ossa furono recuperate dal figlio Caligola.

Quali sono le difficoltà dell'infanzia?

Agrippina Maggiore, figlia di Marco Vipsanio Agrippa e Giulia (figlia di Ottaviano Augusto) nacque nel 14 a.C.

La sua infanzia non fu certo rosea: il padre morì quando lei aveva solo due anni, e questo la lasciò per molto tempo alla ricerca della sua figura, dalla quale avrebbe poi ripreso il carattere.

Visse con la madre Giulia fino a dodici anni, nonostante quest'ultima fosse un po' sfuggente.

La donna, rimaritatasi con Tiberio, era infatti impegnata negli intrighi di corte, e furono proprio questi che la condannarono all'esilio con l'accusa di adulterio.

Agrippina fu quindi affidata alle cure del nonno materno e della sua consorte Livia, che l'allevarono con rigore ed austerità.

Ben presto dimostrò di essere una donna d'ingegno ed un'abile stratega, con un temperamento forte e fiero, proprio come lo era stato il padre.

Matrimonio e vita con Germanico

Nel 4 a.C. venne data in sposa a Germanico Cesare, il quale, di lì a poco, sarebbe stato uno dei candidati migliori alla nomina di imperatore.

Molte fonti rivelarono il grande ascendente della donna verso il marito, che veniva descritto come un uomo dal carattere volubile.

La coppia ebbe nove figli, tra cui Gaio Cesare (meglio conosciuto come 'Caligola').

Agrippina - anche se con i dovuti limiti - seguiva il marito nelle sue campagne militari.

Coraggio e strategia sul Reno

Dimostrò di avere sangue di Augusto quando, sul ponte che attraversava il Reno, sola con in braccio la figlioletta di cinque mesi e il figlio Gaio tenuto per mano, fermò i legionari romani.

Questi volevano distruggere il ponte, poiché si era sparsa la voce che le popolazioni germaniche volessero penetrare nel territorio romano e l'esercito non sarebbe stato pronto ad una battaglia.

Così facendo, però, la prima, la quinta, la ventesima, la ventunesima legione e quindi Germanico, sarebbero stati lasciati in balìa del nemico.

Agrippina riuscì a persuaderli ostentando fiducia nelle doti strategiche del marito, convincendoli poi a fortificare il ponte e la zona di confine.

Poco dopo si venne a sapere che le voci sparse erano in realtà false e il pericolo sventato.

Germanico e le sue legioni poterono tornare a Roma.

Qui, nell'immaginario collettivo, Agrippina venne dipinta come una donna che aveva dimostrato il proprio coraggio e la propria autorità in un momento di forte fragilità.

Conflitto con Tiberio

Nel 19 d.C., in una missione in Oriente, trovò la morte Germanico, probabilmente vittima di una congiura.

La moglie, una volta tornata a Roma con le sue ceneri, riscontrò una forte simpatia del popolo verso la sua persona.

Dello stesso parere non era Tiberio, al quale la giovane donna non era mai andata a genio, perché figlia della donna che gli aveva arrecato vergogna.

Tanto più ora, ché la vedeva come una minaccia per la sua immagine; decise di ostacolarla su tutti i fronti.

Di fatto, Agrippina mirava ad una scalata sociale per arrivare al vertice del potere, quindi era inevitabile uno scontro, diretto o meno, fra i due.

Rilevante fu il rifiuto da parte di Tiberio di acconsentire alle nozze tra Agrippina Maggiore e Pollione Salonino, anch'egli considerato uno dei più illustri uomini del tempo.

Per Tiberio fu subito chiaro l'obiettivo dei due, i quali rappresentavano il partito nemico.

Esilio e morte

Quando morì Livia, che aveva protetto Agrippina dagli intrighi di Tiberio, questi non perse tempo ad esiliarla con l'accusa di adulterio nel 29 d.C. presso l'isola Pandataria (attuale Ventotene), stesso luogo in cui era stata relegata la madre Giulia.

Qui, nel 33 d.C., Agrippina Maggiore morì volontariamente d'inedia, mantenendo il suo orgoglio di donna.

Le sue ossa vennero recuperate dal figlio Caligola dopo la scomparsa di Tiberio e sono tuttora conservate nel mausoleo di Augusto al Campidoglio.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le difficoltà principali dell'infanzia di Agrippina Maggiore?
  2. Agrippina Maggiore affrontò una difficile infanzia, segnata dalla morte del padre a soli due anni e dall'assenza della madre, impegnata negli intrighi di corte, che la portò a vivere con i nonni, dove ricevette un'educazione rigida.

  3. Qual è il ruolo di Agrippina nella vita militare di Germanico?
  4. Agrippina seguiva il marito Germanico nelle sue campagne militari, dimostrando un forte ascendente su di lui, descritto come volubile, e contribuendo attivamente alla sua strategia.

  5. Come si distinse Agrippina sul ponte del Reno?
  6. Agrippina si distinse per il suo coraggio quando, con la figlioletta in braccio e il figlio Gaio per mano, fermò i legionari romani che volevano distruggere il ponte, convincendoli a fortificare la zona, rivelando così le sue doti strategiche.

  7. Quale fu il conflitto tra Agrippina e Tiberio?
  8. Agrippina e Tiberio entrarono in conflitto dopo la morte di Germanico, poiché Tiberio vedeva Agrippina come una minaccia per la sua immagine e cercò di ostacolarla, rifiutando anche le sue nozze con Pollione Salonino.

  9. Qual è la fine di Agrippina Maggiore?
  10. Agrippina fu esiliata da Tiberio nel 29 d.C. e morì volontariamente d'inedia nel 33 d.C. sull'isola di Pandataria, mantenendo il suo orgoglio, e le sue ossa furono successivamente recuperate dal figlio Caligola.

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