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Max Weber

La sociologia come scienza comprendente

Max Weber è uno dei principali sociologi del XX secolo. Per lui la sociologia è una scienza che studia e interpreta l’agire sociale individuando le condizioni e i fattori che ne sono causa. L’oggetto della conoscenza sociologica è l’agire dotato di senso e cioè quelle azioni determinate da interessi e valori a cui gli individui attribuiscono uno specifico significato soggettivo. Inoltre è da considerarsi sociale quell’agire che si riferisce ed è orientato alle azioni di altri individui. Weber introduce il concetto di tipo ideale che può essere considerato lo strumento conoscitivo per individuare tipologie di fenomeni e per operare delle generalizzazioni. I tipi ideali non sono delle rappresentazioni della realtà. Si tratta di modelli di riferimento a cui è necessario comparare la realtà sociale osservata per poterla poi interpretare. La sociologia per essere considerata una scienza deve tendere all’avalutatività quindi essere libera da giudizi di valore sui fenomeni che studia. Grazie ai suoi studi sulla religione individua nelle società occidentali un processo di razionalizzazione che dal campo della religione si è esteso a tutti gli ambiti della vita sociale. Razionalità e razionalizzazione sono molto presenti nel suo pensiero e anche nelle riflessioni sulla musica. Lo sviluppo del cristianesimo, in particolar modo la dottrina protestante ha favorito l’evolversi di “Razionalità orientata allo scopo” che ha caratterizzato l’occidente portando alla nascita del sistema totale in ambito musicale. È il trionfo della ratio umana sulla natura in tutti gli ambiti della società. Adorno e Horkheimer evidenziano l’importanza degli studi di Weber sulla musica perché dimostrano come sulla base di questa razionalizzazione, quindi sul progressivo dominio sulla natura, diventa possibile per l’uomo elaborare del materiale sonoro e quindi lo sviluppo della musica.

2.2 La nascita della sociologia della musica
Il suo saggio “I fondamenti razionali e sociologici della musica” rappresenta il primo esempio di sociologia della musica. Ci troviamo di fronte ad un’analisi limitata ad un solo aspetto della musica moderna occidentale, ovvero il sistema armonico- tonale, che vuole studiare le cause che ne hanno determinato la nascita di questo sistema solo nell’area occidentale nonostante la diffusione della pratica polifonica. Weber studia il rapporto tra forma musicale e società mettendo in evidenzia il rapporto di interdipendenza tra realtà sociale e produzione musicale. La sociologia della musica dovrebbe avere il compito di identificare quegli elementi specifici della creazione musicale che possono essere messi in relazione alla struttura sociale in cui vengono prodotti. I suoi studi sono sia di tipo diacronico che sincronico mettendo a confronto la musica moderna con quella medievale e greca distinguendo la struttura europea ed occidentale da quella orientale. Weber era un buon conoscitore della musica infatti suonava spesso il pianoforte anche per spiegare i suoi studi. Per spiegare la nascita del moderno sistema totale dobbiamo partire dai risultati ottenuti dagli studi sulla religione. Nella sua opera “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” ritiene che la religione cristiana in occidente sia stato il principale motore per il processo di secolarizzazione e per lo sviluppo dell’economia capitalista. Quindi l’etica protestante ha favorito l’evolversi della razionalità orientata allo scopo che diffondendosi in tutti gli aspetti della vita sociale ha caratterizzato la modernità influenzando anche i processi di definizione della musica moderna. La musica primitiva è priva di elementi razionali. Con il passaggio a mondi razionalizzati si è vista in occidente l’esigenza di un’organizzazione più razionale del sistema sonoro e quindi al carattere magico della musica primitiva si sovrappone una struttura razionale che tende alla chiarificazione degli intervalli sonori. La razionalizzazione è dipesa da motivi pratici come ad esempio alla maggiore facilità alla memorizzazione. Lo stesso Weber sottolinea però il fatto che non si deve pensare alla musica primitiva come ad una musica senza regole. L’attenzione principale di Weber si focalizza sul sistema tonale il quale si fonda sul così detto intervallo d’ottava quindi la differenza tra un Do acuto e un Do grave consiste nel fatto che uno è di un’ottava superiore all’altro, ovvero il Do acuto presenta un numero di vibrazioni doppio rispetto al Do grave. Il sistema temperato quindi ci permette di segmentare lo spazio sonoro e quindi di dividere uno spazio continuo in intervalli discreti. Secondo Weber non esiste una regola matematica che possa definire il modo esatto di dividere l’ottava.
La musica scritta per Weber , a differenza del suono resiste nel tempo consentendo ai linguaggi musicali di tramandarsi e riprodursi diffondendosi anche nello spazio. Inoltre l’ultilità di un sistema di notazione serviva a risolvere problemi di apprendimento delle creazioni musicali da parte dei coristi senza che fossero costretti a basarsi esclusivamente sulla memoria.
Le organizzazioni religiose in occidente contribuiscono a dare un impulso a questo sistema per l’importante ruolo che assumono i monasteri, si crearono infatti lì i primi sistemi di notazione che si avvalgono di segni specifici per le note musicali, i cosiddetti NEUMI
Weber parla inoltre di ritmo e in particolar modo dell’organizzazione dei valori di tempo. Elemento importante per la musica a più voci era il fatto di poter stabilire la durata dei suoni al fine di gestire ritmicamente le diverse voci e i rispettivi ingressi. Il concetto di razionalizzazione è collegato a quello di standardizzazione in quanto comporta nel tempo una definizione di pratiche convenzionali sia per quanto riguarda la tecnica musicale sia per quanto riguarda gli strumenti . Infatti agli strumenti musicali vengono apportate delle modifiche e per rispondere alle esigenze di mercato vengono poi creati in serie.
Ne “I fondamenti” ci parla del rapporto tra organo e pianoforte collegando il passaggio dall’uno all’altro al processo di secolarizzazione e al passaggio dalla cultura musicale religiosa a quella laica. Egli attribuisce lo sviluppo del pianoforte due ragioni storiche: la trasformazione del violino in strumento solistico e quindi l’affermazione di composizione per strumenti solisti e, l’influenza della danza sulla musica strumentale francese. Questa influenza secondo Weber è dovuta dalla struttura sociale in Francia in quanto Luigi XIV trasferitosi a Versailles portò alle istituzioni dei balli di corte che richiedevano un maggior intervento della musica strumentale d’accompagnamento. Nella società ottocentesca il pianoforte divenne uno strumento prodotto in gran misura. La contrapposizione che troviamo tra organo e pianoforte è la stessa che troviamo fra musica religiosa e musica laica e tra collettivismo ed individualismo. L’organo ha una sonorità corale che rappresenta meglio la comunità invece all’affermarsi del pensiero scientifico – laico si addice di più la sonorità individualistica del pianoforte. Inoltre il pianoforte ha avuto una sua importante funzione pedagogica. Infine si sofferma sull’organizzazione gerarchica dell’orchestra sulla divisione tra artista e pubblico e sulla successiva differenzazione dei ruoli interpretando tali elementi come testimonianza di una graduale divisione del lavoro e quindi di burocratizzazione della società europea.

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