Ominide 393 punti

I pensatori precursori della Sociologia


Uno dei recursori della Sociologia fu August Comte che, inizialmente definì questa scienza come “fisica sociale” dato che egli sosteneva che i fenomeni sociali dovevano essere studiati come i fenomeni fisici (questo approccio è definito “monismo metodologico” = un solo metodo).
Comte svolse i suoi studi analizzando 2 diversi punti di vista: la “statica sociale” che descriveva le leggi immutabili sulle quali si basava l’organizzazione sociale, e la “dinamica sociale”che parlava del’evoluzione della società. Successivamente introdusse il termine “sociologia” che spiega il significato etimologico della scienza.  il termine fu usato per la prima volta da Comte, alla metà del XIX secolo, per disignare quella disciplina che si occupa dei fenomeni sociali. Elaborazioni teoriche su tali fatti erano state, fino a quel momento, patrimonio di etica e politica.

Un altro nome importante è quello di Herbart Spencer che, essendo stato influenzato dalle teorie di Darwin sull’evoluzione, afferma che la società di evolve così come gli organismo viventi (evoluzionismo filosofico).

Secondo lui la società si evolve a partire allo stadio militare, fino ad arrivare a quello industrial-liberale dove si sviluppano i mercati e la concorrenza fa emergere gli individui più capaci, proprio come spiega Darwin nella sua teoria della selezione naturale.

L’impostazione di Spencer venne definita “organicista” e venne contestata da Simmel che considerava la società come un insieme intricato di relazioni tra gli individui.

Alexis De Tocqueville invece, sottolineava l’importanza della Democrazia, che per lui costituiva l’avvenire di tutte le società avanzate.

I padri fondatori della Sociologia


I padri fondatori della sociologia hanno cercato di capire in che modo una società composta da elementi diversi e talvolta in contrasto tra loro riesce a trovare un ordine.
Mead studiò il modo in cui noi impariamo a comportarci nel rispetto dei diversi ruoli sociali. Secondo Mead questi ruoli e comportamenti vengono appresi durante l’infanzia attraverso i giochi di finzione, grazie ai quali i bambini acquistano la consapevolezza di se stessi e del modo in cui gli altri li vedono, oltre che a imparare i comportamenti appropriati che poi adotteranno da adulti.

Durkheim analizzò le caratteristiche della società moderna (la società moderna è caratterizzata dalla divisione del lavoro e dall’individualismo che porta all’anomia) che si trova ad affrontare delle trasformazioni, in particolare nei periodi di transizione durante i quali avvengono dei cambiamenti rapidi che potrebbero portare l’uomo ad avere l’impressione che sia crollato l’intero sistema sociale.

Infatti, l’indebolimento delle norme che regolano la vita degli individui nella collettività fa si che le persone perdano i loro punti di riferimento e abbiano difficoltà nel compiere delle scelte, si parla quindi di “anomia”.
Proprio perché l’individio non si sente più parte del tessuto sociale, può arrivare a compiere suicidio anomico, fenomeno che Durkheim analizza ne “Il Suicidio”, in cui spiega che le cause di questo gesto non sono dovute solo a fattori psicologici ma anche sociali. Distingue 3 tipi di suicidio:
 Suicidio Egoista: causato dal fatto che l’uomo non percepisce più una ragione per vivere.
 Suicidio Altruista: quando in effetti si pensa che la ragione che si ha per morire sia più importante della vita stessa (ad esempio le vedove Hindu che erano costrette a bruciare quando il marito moriva perché lo sentivano come un dovere verso la propria cultura)
 Suicidio Anomico: causato dalla mancanza di un ordine sociale, il che genera sofferenza.
Poi spiega come il suicidio egoistico e quello anomico sono entrambi dovuti alla scarsa presenza della società.


Marx descrisse il modello della società moderna, ovvero quella capitalista (Capitalismo= sistema economico-sociale basato sul guadagno), mettendo in evidenza che l’elemento fondamentale della società è la produzione, grazie alla quale si definisce la società stessa, infatti è attraverso il lavoro che gli uomini ‘producono’ la società in cui vivono. Quindi secondo Marx sono i i fattori economici a determinare i valori, e non il contrario.
Scrisse “Il Capitale” al quale si ispiravano molti rivoluzionari, tra cui i russi che nella rivoluzione del 1917 rovesciarono il regime zarista.

Weber sostenne che la sociologia doveva essere considerata “scienza dell’azione sociale”, e fu portatore dell’”individualismo metodologico”, ovvero di quell’approccio che considerava gli evanti sociali come il disultato di azioni individuali.
Inoltre contestò Marx sostenendo che erano i valori individuali a precedere i cambiamenti economici e non il contrario, e poi considerò insensat il Capitalismo perché il guadagno ormai era visto come lo scopo della vita dell’uomo e non più come mezzo per soddisfare i bisogni materiali.

Gli studi di questi sociologhi diedero vita a delle scuole:
Con Durkheim abbiamo il Funzionalismo
Con Mead l’interazionismo simbolico
Con Marx nasce la corrente della sociologia critica
Weber invece non diede origine a nessuna scuola, ma il suo pensiero diede vita alle teorie comprendenti

Hai bisogno di aiuto in Sociologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email