La secolarizzazione


che cos’è, come si spiega, quali conseguenze ha

Analizzando l’importanza e il ruolo rivestito dalla religione nella società attuale, si nota facilmente come questa abbia perduto la posizione di predominanza assunta nel passato.
Il processo di perdita di rilevanza della religione nella vita sociale è detto secolarizzazione. Gli aspetti della secolarizzazione sono diversi. In primo luogo, un aspetto determinante è la separazione della sfera politica da quella religiosa. Si mira ad ottenere una divisione delle competenze accettata e rispettata da entrambe le parti. Formalmente la separazione emerge chiaramente, ma non è comunque netta, e in alcuni casi la sua affermazione non è neppure avvenuta. Laddove una religione, come quella islamica, impone una vera e propria legislazione con valenza politica, non è possibile far valere il principio di “libera Chiesa in libero Stato” sul quale basare una divisione dei poteri, e, al contempo, nei Paesi occidentali è tuttora osservabile un fitto intreccio tra vita politica e religiosa. La separazione tra sfera religiosa e politica non può però essere considerata un aspetto della secolarizzazione determinato solo dal rapporto Stato-Chiesa. È, infatti, grazie alla mentalità della gente che la separazione diviene davvero effettiva.

Come emerge da indagini ISSP, la maggior parte delle persone dei Paesi avanzati sostiene la necessità di una separazione tra potere politico e religioso, considerando le due sfere separate.
Un altro aspetto della secolarizzazione è una sorta di fedeltà passiva ormai diffusa nei Paesi avanzati. Si osserva, grazie ad alcuni studi, l’allontanamento del fedele dalle pratiche religiose. Questi non sente più la necessità di partecipare assiduamente a riti abituali quali celebrazioni settimanali o quotidiane, e tende sempre più a partecipare esclusivamente a riti occasionali e a considerare le festività religiose più per il lato commerciale e profano. Questo atteggiamento diffuso riduce di molto l’influenza della religione sulla vita quotidiana.
La secolarizzazione si manifesta, poi, anche in un minor controllo della religione e dei suoi principi sulla vita morale del singolo. La religione diventa qualcosa di soggettivo, si diffonde l’idea che sia possibile compiere scelte e affermare opinioni anche contrastanti con l’indirizzo etico della propria religione. Non esiste più un’unica coscienza collettiva che guidi i fedeli nella vita morale, ma si diffonde invece un pluralismo delle coscienze e l’idea di poter rileggere la religione adattandola alle scelte e alle convinzioni personali.
Si osserva, quindi, come la secolarizzazione mini la religione alla base, non soltanto negli aspetti macro della vita sociale, come accade per la diminuita ingerenza della religione nella sfera politica, ma anche nel suo rapporto con il fedele. La religione si frammenta, diviene privatizzata, è meno presente nel quotidiano.
Il fenomeno della secolarizzazione è, quindi, molto forte, ma lo è comunque meno di quanto immagini il senso comune. La religione è ancora importante nella vita politica, lo spirito religioso è ancora forte, e, inoltre, il quadro non è omogeneo, perché esistono minoranze di popolazione che non tendono alla secolarizzazione, ma che, piuttosto, propendono per rinsaldare la loro fede, come le minoranze etniche, o a rivitalizzare religioni dominanti. La religione quindi non va scomparendo, ma, piuttosto, la secolarizzazione è un sintomo della tendenza della società alla specializzazione, a causa della quale la religione viene relegata ad un unico ambito specifico di competenza, diminuendo così la sua influenza nella società e nella vita sociale dell’individuo.
I fattori che hanno contribuito alla secolarizzazione sono molteplici.
Innanzitutto, lo sviluppo storico delle religioni ha portato alla predominanza quasi assoluta di religioni monoteiste, in cui è sottolineata la differenza tra ciò che va considerato trascendente, e quindi anche il ristretto ambito in cui l’uomo tende ad esso, e tutto ciò che, invece, è legato all’ordinaria vita quotidiana dell’individuo.
Con l’età moderna si assiste, poi, alla nascita di una nuova tipologia di stati, gli Stati moderni, che essendo laici e non permettendo più ingerenze nella politica da parte di autorità religiose, rendono incalzante il processo di secolarizzazione.
Propulsori di questo processo divengono, infine, l’avanzare della scienza e le ideologie antireligiose.
Con lo sviluppo della scienza moderna s’impone la convinzione, sostenuta da illuministi e positivisti, che questa possa finalmente fornire risposte per ogni interrogativo sull’uomo e sull’universo. In quest’ottica, la religione, che proponeva spiegazioni non razionali di ogni aspetto della vita e dell’universo, perde importanza e credibilità. Essa, quindi, subisce un poderoso attacco, e molte delle sue teorie vengono demolite, ma non ne esce comunque distrutta, in quanto, nel 20° secolo, si arriva a concludere che la scienza non può realmente fornire risposte esaurienti per tutti gli interrogativi dell’uomo.
Le ideologie antireligiose, dette anche “religioni secolari”, sono essenzialmente il nazismo e il socialismo. Queste ideologie politiche, ispiratrici di regimi totalitari, sono basate sull’assolutizzazione delle visioni politiche che propongono, sostengono cioè concezioni globali che interessino ogni aspetto dell’esistenza. Come una vera religione, prescrivono una morale, dei valori, dei principi, definiscono lo scopo ultimo della vita. Allo stesso tempo cercano di vincolare alle proprie esigenze le religioni, entrando così in concorrenza con esse e cercando di scalzarle. Anche dopo questo attacco, però, mentre le ideologie antireligiose hanno fallito, la religione non è stata demolita, ma il suo prestigio e la sua forza nel mondo hanno subito comunque un duro colpo.
In ultimo, la secolarizzazione è dovuta anche alle visioni laiche dell’esistenza che caratterizzano il mondo moderno, soprattutto riguardo alla morale. Con la modernità, cresce la convinzione che ognuno si possa plasmare la propria morale autonomamente, senza seguire obbligatoriamente le prescrizioni della propria religione. Nasce un’incoerenza etica piuttosto diffusa tra i fedeli, soprattutto in Occidente, ma in minor parte anche negli altri Paesi.
Proprio queste visioni laiche che permeano la società moderna hanno provocato diverse reazioni contro la secolarizzazione. In risposta a questo processo si pongono il radicalismo e il progressismo. Il primo si esprime nella riaffermazione di determinate credenze messe in discussione dal pensiero laico, o nel contrastare la tendenza ad abbandonare le pratiche religiose, e sfocia quindi nella creazione di movimenti, comunità e sette estremiste. Il radicalismo musulmano, detto fondamentalismo islamico, cerca di contrastare la tendenza degli Stati dell’Islam all’occidentalizzazione, che a loro parere ha allontanato il credente dal messaggio originale del Profeta. Essi si propongono di definire un modello di società e di sistema politico coerente con la sharia, la legge divina. Alcuni dei movimenti del fondamentalismo islamico, come quello dei “Fratelli Musulmani”, si sono resi responsabili di attentati e sono stati oggetto di persecuzione da parte del governo.
Infine, il progressismo, in parte contrapposto al radicalismo, ma nato sempre in risposta alla secolarizzazione, ha invece come obiettivo quello di adattare la tradizione religiosa ai cambiamenti moderni, cercando quindi di trasformare la fede in base alle esigenze del momento.

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