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Il ruolo dell’immaginario e la comunicazione di massa

Le trasmissioni televisive e il flusso di comunicazioni digitali attraverso la rete assumono una grande importanza nel veicolare le informazioni e le immagini che spingono verso l’esperienza migratoria.
Viene influenzato l’immaginario collettivo globale: le fantasie collegate a mondi pieni di opportunità, per quanto mistificanti e false possano essere, esercitano un fascino irresistibile per milioni di persone.
Nonostante sia possibile reperire sulla rete informazioni realistiche sulle difficoltà che attendono i migranti, l’ipotesi dell’insuccesso è presa in scarsa considerazione. Il desiderio, unito alla miseria e alle reti migratorie capaci di fornire sostegno motivazionale, producono un’alterazione delle proprie capacità.
Allo stesso modo la comunicazione televisiva produce una visione distorta dei flussi migratori per chi vive in un contesto che rappresenta una meta di arrivo. Hanno costruito un alone di “alterità” attorno agli immigrati, riunendoli in un’aura di estraneità, sospetto, etichettandoli tutti come potenziali delinquenti.

Lo stereotipo del migrante che proviene da luoghi considerati meno civili è passato nell’opinione pubblica attraverso una strategia dell’esclusione. I mass media enfatizzano i crimini compiuti dagli stranieri fino al punto di considerare la violenza come una caratteristica comportamentale tipica di certe nazionalità.

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