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i beni relazionali

Lo sviluppo del Terzo settore ha messo in luce l'esistenza di uno spazio compreso fra il pubblico e il privato, il sociale si pone in una sfera intermedia il cui bene principale consiste nella socievolezza.
Donati nel 1988 dice che la vita umana è un bene relazionale, significa dire che è un genere di bene comune che dipende dalle relazioni messe in atto dai soggetti l'uno verso l'altro e può essere frutto solo se essi si orientano di conseguenza.
Nello stesso anno Uhlaned utilizza il termine bene relazionale per definire i prodotti che derivano dalla condivisione di obiettivi politici da parte di sogetti aderenti a gruppi locali.

Caratteristiche del bene relazionale
1. identità personale e sociale--> presuppone un rapporto di conoscenza tra i dialoganti
2. una motivazione non strumentale--> l'interesse reciproco deve essere ispirato a prendersi pura dell'altro, senza fini

di altra natura.
3. reciprocità--> si segue il principio del dono (tu mi dai e io ti do)
4. condivisione
5. la conservazione nel tempo--> il bene relazionale, solo nel momento in cui ha un valore duraturo e non si limita ad un'interazione momentanea, assumendo un valore storico. In questo caso l'io e l'altro si pongono davanti a un rischio: quello della defezione che si supera con un legame di fiducia reciproca
6. reflessività--> la reciprocità e la condivisione si riproducono a favore dei membri del gruppo
Donati individua nel bene relazionale un fenomeno sociale, il bene ha a che fare con l'amore, con la presa in carico dell'altro, infatti ha un significato positivo, in quanto adeguato a creare contesti che favoriscono la
socievolezza.
Anche dal punto di vista psicologico l'amore può essere considerato un bene ma per "amore" si può anche giungere al suicidio o all'omicidio.
Osservato dal punto di vista del bene relazionale il Terzo settore assume una caratteristica del tutto particolare, non si tratta quindi di un semplice rimedio alla crisi del welfare state ma rappresenta un quadro globale della società in cui lo Stato ha perso la sua centralità.

L'identità sociologica del Terzo settore può essere infatti secondo Donati essere espressa in base a tre criteri:
1. è un fenomeno sociale
2. produce beni propri che non sono nè pubblici nè privati
3. ha una propria distinzione-guida--> crea solidarietà

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