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Reti migratorie e “incorporazione”

Le motivazioni che sono alla base dei percorsi migratori hanno una stretta relazione con le reti migratorie, ossia con una complessa serie di connessioni realizzata nel tempo. Il concetto di rete migratoria è definito da Massey nel 1988, da un lato si fa riferimento ai fattori economici e sociali che definiscono la cornice storica come la fame, la povertà e il sovraffollamento; dall'altro non si trascurano gli aspetti legati alla dimensione soggettiva, ciò che i sociologi chiamano self-interest, che sono alla base del viaggio del singolo individuo.
Da un punto di vista individuale ( dimensione micro ) la rete è un moltitudine di soggetti conosciuti, infatti il singolo può contare su di loro per raggiungere i suoi scopi. La rete ( dimensione macro ) svolge un ruolo fondamentale perché risente di fattori che hanno a che fare con le dinamiche storiche.

Queste osservazioni permettono di descrivere il processo migratorio come una realtà socialmente situata in senso storico e culturale.
Si forma così una specie di capitale sociale, che diventa sempre più ricco ad ogni generazione, che è in grado di ridurre le difficoltà economiche degli immigrati. Massey analizza l'importanza del capitale sociale negli studi dedicati alla migrazione messicana degli Stati Uniti.

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