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LA RELIGIONE QUANDO GLI UOMINI SI ADDENTRANO NEL TRASCENDENTE
IL PUNTO DI VISTA RELIGIOSO E IL PUNTO DI VISTA SOCIOLOGICO
• I credenti e gli specialisti delle varie fedi religiose riflettono, discutono e danno vita alle tradizioni;
• Il religioso è interessato a favorire la propria esperienza religiosa e quella degli altri e tenta inoltre di dare risposte a interrogativi sul senso della vita e di ricevere indicazioni sul comportamento da tenere nella vita terrena;

• Lo scienziato sociologico studia invece la religione in quanto fenomeno umano fondamentale e fatto sociale;
• Il suo intento è capire come e perché l’uomo vive una dimensione religiosa;
• Sostiene che le religioni descrivano ciò che i diretti interessati pensano e fanno, per cui spiega il fenomeno religioso in chiave terrena;
• Non cerca di stabilire se le credenze siano vere o false o se una religione è migliore di un’altra, oppure se sia ragionevole o meno avere una fede;

• Non vuole dare consigli su come comportarsi per meritare la vita eterna;
• La religiosità umana viene ricondotta a bisogni psicologici, sociali e culturali.

TIPI DI RELIGIONI
• Sono caratterizzate dalla fede in determinate convinzioni;
• Inoltre venerano le divinità;
• Sono etiche senza dei, per cui delle filosofie di vita come ad esempio il confucianesimo.

COME DEFINIRE LA RELIGIONE
1. DEFINIZIONE FUNZIONALE: pone l’accento sull’esperienza religiosa per l’uomo. J.M. Yinger (1970) definisce la religione come un sistema di credenze e pratiche tramite il quale un gruppo di persone lotta con i problemi supremi della vita umana; la religione viene quindi definita utile, poiché ha una funzione.
LIMITE: riduttiva, poiché legata a interpretazioni parziali della vita religiosa.

2. DEFINIZIONE SOSTANTIVA: spiega come si manifesta la religione. M. Spiro (1966) definisce la religione come un’ istituzione consistente in un’interazione condizionata da moduli (modelli) culturali con esseri sovraumani culturalmente postulati.
LIMITE: descrive più che altro le religioni storiche anziché le religioni in generale.
La religione è un insieme di credenze riguardanti il trascendente, che si accompagnano a pratiche di vita e rituali, i quali si esprimono in forme sociali più o meno organizzate (definizione sostantiva) e che in ongi societàsvolgono funzioni psicologiche ee socio-culturali (definizione funzionale).
L’UNIVERSALITA’ DELL’ ESPERIENZA RELIGIOSA
• Quasi l’80% della popolazione mondiale fa riferimento a una religione;

• Gli atei convinti costituiscono il 5%;
• I rimanenti si dichiarano non religiosi.
Non esiste una società in cui la religione è assente, può riguardare meno della metà della popolazione (come in Olanda), ma è comunque presente. La secolarizzazione, l’indifferenza o il rifiuto della religione costituiscono un fenomeno che riguarda una minoranza.

LA RELIGIONE PREISTORICA
L’esperienza religiosa accompagna l’uomo dalla comparsa dell’homo sapiens moderno; le più antiche sepolture, che costituiscono la testimonianza della religiosità dell’uomo preistorico, sono state ritrovate in Israele e risalgono a circa 100.000 anni fa. Le prime sepolture indicano inoltre la volontà di stabilire un legame tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Si suppone che nelle grotte si svolgessero dei riti religiosi. Alcuni resti, raffiguranti esseri metà uomo e metà animale, sembrano essere indizi dell’esistenza di specialisti del sacro, probabilmente sciamani (persone capaci di entrare in rapporto col mondo spirituale).
Probabilmente gli uomini preistorici, essendo cacciatori-raccoglitori, avevano le stesse caratteristiche delle tribù di cacciatori-raccoglitori di oggi, compresa la religione che è appunto sciamanica.

COME SI SPIEGA L’UNIVERSALITA’ DELL’ ESPERIENZA RELIGIOSA
• I BISOGNI FONDAMENTALI DELL’ INDIVIDUO
Questa spiegazione si appella al bisogno di trascendente dell’uomo, ovvero all’esigenza di andare oltre ciò che è sperimentale. L’ individuo sente anche il bisogno di superare il senso del limite che avverte durante la sua vita; ci sono tre tipi di limite:

1) TIPO COGNITIVO: l’uomo è cosciente che la sua capacità di capire il mondo, gli eventi e se stesso è limitata; cerca di raggiungere queste risposte con la scienza, ma non arriva a conoscere tutto. La sua vita rimane quindi piena di interrogativi.

2) TIPO PRAGMATICO: il divario tra ciò che l’ uomo vuole e ciò che può fare è incolmabile; l’uomo è consapevole di non avere pienamente sotto controllo la propria vita e il proprio destino; nonostante le numerose risposte fornite dalla scienza abbiano aumentato i margini di controllo la condizione di base dell'uomo non è cambiata.

3) TIPO MORALE: è a metà strada tra il limite cognitivo e pragmatico; noi non agiamo tenendo conto solo dell’utile, considerando ciò che è giusto e ciò che non lo è, ci impegniamo dunque in riflessioni morali; la normale vita quotidiana è piena di dilemmi morali.

LA RELIGIONE CONSENTE ALL’INDIVIDUO DI SUPERARE L’ANSIA CREATA DAL LIMITE.

Sempre legato ai bisogni dell’ individuo, l’antropologo E.B. Tylor studiò le religioni primitive e arrivò alla conclusione che l’origine della religione è legata alla riflessione sui sogni. Durante il sogno accade che le persone e gli animali ci appaiono in modo realistico, ma non sono lì; questo ha portato gli uomini primitivi a credere nell’esistenza di due dimensioni: una materiale e una spirituale.
L’antropologo coniò il termine animismo per indicare la credenza secondo la quale ogni cosa ha un’anima (esistono inoltre anime libere dai corpi, gli spiriti). L’animismo è la radice del fenomeno religioso e sta anche alla base delle grandi religioni storiche.

Secondo Malinowski la religione svolge una funzione emotiva (teoria della tesi della funzione emotiva). Religione e magia rispondono allo stesso bisogno del religioso, ovvero:

- Rimediare all’incapacità dell’ uomo di controllare in modo completo l’esperienza;
- Trovare l’equilibrio emotivo necessario ad affrontare un’esistenza in cui non si controllano alcune delle cose che più contano (per esempio la morte);
- Eliminare l’ansia, le incertezze per mantenere vivo l’ “ottimismo dell’ uomo”.

• I BISOGNI DELLA SOCIETA’
L’esperienza religiosa si spiega come risposta ai bisogni della società attraverso varie ipotesi (non del tutto soddisfacenti).
PRIMA IPOTESI
La religione è uno strumento di integrazione sociale e risponde al bisogno della società di restare unita. Attraverso le credenze comuni, i simboli e i riti svolti assieme si sviluppa il senso di appartenenza ad una stessa entità collettiva; la ripetizione dei riti rinnova continuamente il senso di appartenenza.

SECONDA IPOTESI (sostenuta dai teorici del conflitto) La religione è un sistema di legittimazione dell’ assetto sociale esistente; ciò significa che impedisce che l’ordine sociale venga messo in discussione e rovesciato (status quo). Ad esempio l’ induismo legittima enormi disuguaglianze sociali, dimostrando come nel corso della storia la religione sia servita a legittimare le disuguaglianze e i rapporti di potere; inoltre i primi stati erano teocratici, basati quindi su credenze religiose. Marx e Angels definiscono la religione come oppio dei popoli. Per Marx la religione giustifica i problemi e impedisce di vedere la realtà così come è; la sua tesi non può essere applicata a popoli di cacciatori-raccoglitori, nei quali non c’è l’esercizio del potere e non esistono disuguaglianze sociali.

TERZA IPOTESI (sostenuta da Max Weber)
La religione è intesa come un fattore di cambiamento sociale; es. ebraismo e cristianesimo.

LA VARIABILITA’ DELLE FORME RELIGIOSE
• E’ possibile credere in differenti ENTITA’ SOPRANNATURALI:
- Forze soprannaturali;
- Esseri soprannaturali di origine umana;
- Esseri soprannaturali di origine non umana.
• L’aspetto più importante delle religioni è la CREDENZA in una VITA DOPO la MORTE (reincarnazione, credenze nell'aldilà.

• Esistono dei MEZZI per INTERAGIRE con il RELIGIOSO, ovvero gli specialisti del sacro:
- La preghiera;
- La divinazione;
- Lo sciamano;
- L'oracolo;
- L'offerta di primizie;
- Il sacrificio, dono; - Gli atti magici;
- Il sacrificio di comunione;
- Gli stati di trance;
- Il sacerdote;
- Le fattucchiere;
- Il dotto.
• FORME della RELIGIONE:
1) Chiesa: l'organizzazione con una particolare dottrina e un apparato gerarchizzato di sacerdoti, ha vesti istituzionali e rapporti con i poteri economici e politici;

2) La setta: Un gruppo ristretto e chiuso molto coeso, all’ interno del quale si entra a far parte per scelta e in seguito a delle prove; la setta si pone in un atteggiamento di superiorità;

3) La onfessione o denominazione: L'organizzazione che si affida al volontariato e convive con altre confessioni;

4) IL movimento: Il gruppo che opera per un cambiamento e tende a diffondersi;

5) La comunità: Un gruppo di persone con scarsa gerarchia che rifiuta la vita mondana e che costituisce l’ideale di perfezione religiosa.

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