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Il processo di socializzazione

Per socializzazione si intende il processo di iniziazione dell’individuo alla realtà sociale; questo processo inizia fin dai primi giorni di vita del bambino e si va via via sviluppando in maniera graduale, per cui, da un comportamento inizialmente ^socializzato, il bambino deve superare piano piano il suo egocentrismo a favore di un decentramento, inteso come la possibilità di svolgere il ruolo richiesto dagli altri membri della società, e di mettersi dal punto di vista degli altri. Il processo di socializzazione implica sempre una interazione armonica tra individuo e società, come confermano gli studi svolti dagli studiosi della psicologia dinamica e cognitiva, quali K. Lewis, J. Bruner, L.S. Vygotskij e J. Piaget, si svolge attraverso queste leggi: adattamento dell’individuo alla realtà esterna e assimilazione della realtà esterna all’individuo.
La costruzione dei rapporti sociali, quindi, dipende strettamente dal tipo di esperienze soggettivamente effettuate. In questo processo giocano un ruolo fondamentale i primi modelli parentali vissuti in famiglia, soprattutto il rapporto madre-figlio nei primi anni di vita. Mediante l'educazione e l’apprendimento il bambino impara quale comportamento è socialmente accettabile e acquista un sistema di valori, di credenze religiose e morali, di abitudine, di abilità, ecc.. .ritenuti socialmente accettabili e utili, attraverso la presenza, attorno a lui, di persone per lui significative.
Piano piano il processo di imitazione diventa identificazione, cioè l’individuo, attraverso dei precisi “standards” comportamentali, acquisisce dei modelli da accettare e da interiorizzare, per cui il processo di inculturazione, mediante il quale egli si adatta gradualmente alla cultura del proprio gruppo sociale e ne adatta gli “standards”.
Il processo di inculturazione avviene mediante particolari agenzie “formative”, prime fra tutte la famiglia e la scuola; altri importanti condizionamenti sociali vengono esercitati sull’individuo dal gruppo dei pari e dai mass media.
Una componente importante del processo di socializzazione è il gioco, infatti attraverso il gioco il bambino passa da un comportamento asociale, in cui agisce per sé e ignora gli altri, ad un comportamento presociale, in cui il bambino comincia ad interessarsi ai coetanei, ad un comportamento sempre più socializzato, in cui il bambino comincia ad interagire con i suoi coetanei, imita il comportamento degli adulti, organizza il gioco libero, in cui comincia a sostenere altri ruoli, agisce come qualcun altro, assume il ruolo di altre persone (fa fìnta di essere il dottore, il poliziotto, ...) e poi man mano attraverso l’evoluzione del gioco organizza il gioco di gruppo e il gioco di regole (6-7 anni), in cui il bambino impara ad assumere diversi ruoli, rispettando le regole dei vari giochi. L’attività ludica è fondamentale nel processo di socializzazione.

Evoluzione del gioco

Da 0 a 2 anni si ha il gioco solitario;
Dai 2 ai 3 anni si ha il gioco parallelo;
Dai 3 ai 5 anni si ha il gioco collaborativo, il bambino preferisce giocare con i coetanei formando i primi gruppi. Questi giochi collaborativi sviluppano nel bambino il senso della disciplina collettiva, forniscono il decentramento, contribuendo ad eliminare piano piano l’atteggiamento egocentrico e a spingere il bambino verso un processo di interiorizzazione delle norme sociali.
Attraverso l’attività ludica, il processo di identificazione, che in un primo momento è limitato alla famiglia, tende a espandersi ed estendersi all'universo dei coetanei e comporta la prima consapevolezza di sé e degli altri e della realtà esterna.
Così, man mano che l’individuo cresce, aumentano le risposte socializzate, mentre tendono a sparire quelle pre-sociali.
Il fanciullo sperimenta il desiderio di essere accettato dagli altri, sviluppa un forte sentimento di affiliazione e di attaccamento che risulta positivo per uno sviluppo sereno della sua personalità individuale perché accresce il senso del sé, rafforza l’immagine positiva del proprio io e contribuisce all’espansione della fiducia di base. L’identità di genere non comprende solo la sfera biologica legata alla vita sessuale dell’individuo, ma anche le emozioni e i sentimenti che accompagnano il soggetto dall’infanzia all’età senile.
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