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La mobilità sociale

È la possibilità per l’individuo di passare da uno strato all’altro del sistema.
Abbiamo diversi tipi di mobilità:
• Verticale, l’individuo si sposta da uno strato ad un altro. Può essere ascendente nel caso in cui un contadino diviene un operaio; può essere discendente nel caso in cui un operaio diviene un contadino;
• Laterale, l’individuo si sposta da una categoria all’altra all’interno dello stesso strato;
• Intragenerazionale, l’individuo nel corso della sua vita si sposta di categori ma non di strato;
• Intergenerazionale, l’individuo nel corso della sua vita occupa uno strato diverso rispetto a quello dei propri genitori.
In India, però non vi è possibilità di mobilità sociale in quanto la società è stratificata in 100 caste diverse e alla nascita gli individui sono predestinati a restare per sempre appartenenti alla casta dei genitori. Le caste sono endogamiche, nel senso che sono vietati i rapporti sociali tra individui di caste differenti.
In Italia, la stratificazione sociale è disposta cosi:
• Borghesia (dirigenti, proprietari immobiliari, imprenditori)
• Piccola borghesia (lavoratori autonomi nel settore agricolo, artigianato o commercio)
• Classe media (impiegati statali)
• Classe operaia (operai, lavoratori salariati dell’edilizia, lavoratori agricoli salariati)
• Sottoproletariato (disoccupati)
Negli anni 60 del 900 l’industrializzazione ha provocato la diminuzione della classe dei braccianti agricoli favorendo la crescita della classe degli operai.
Dagli anni 70 fino ad oggi la classe operaia è in continua riduzione mentre si registra una crescita della classe impiegatizia.
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