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L’ideologia di classe


La stratificazione e la gerarchia a essa collegata possono essere interpretate esplicitando le norme sociali che le sostengono e che producono ideologie della stratificazione, cioè teorie e visioni del mondo che giustificano e legittimano la realtà esistente. Secondo Karl Marx, per esempio, le classi sociali sono un prodotto del capitalismo e non un aspetto funzionale della società moderna: la gerarchia sarebbe prodotta dalle relazioni di sfruttamento fra i capitalisti e i lavoratori. Se ci domandassimo allora, come fece anche Marx (e poi Antonio Gramsci Approfondimenti, Antonio Gramsci: l'egemonia culturale) “perché un lavoratore accetta tale ordine sociale, decisamente sfavorevole?” la risposta sarebbe duplice.
• In molti casi, conta la capacità della classe dominante di controllare i mezzi di repressione (forze dell’ordine, esercito) e politici (approvare leggi a tutela dei propri interessi, fissare le condizioni lavorative, limitare o proibire l’organizzazione in sindacati ecc.).
• La classe dominante, controllando anche l’informazione, può costruire un’ideologia di classe a proprio vantaggio, inducendo i lavoratori a condividere l’idea che quel dato assetto sociale (gerarchico e stratificato) è il migliore e il più conveniente anche per loro. Un’ideologia di classe può sostenere che la divisione della società in classi è giusta, naturale, razionale.
Secondo Marx ed Engels alcune istituzioni importanti come la Chiesa, le scuole, i giornali (oggi possiamo aggiungere la televisione) possono esercitare un'enorme influenza sul modo in cui le persone vedono la realtà sociale. La Chiesa ha il potere di indurre le persone più povere e socialmente svantaggiate ad accettare il proprio destino pensando alla "volontà di Dio"; non vanno però dimenticate le eccezioni, rappresentate da esponenti della Chiesa che si sono schierati con le classi più deboli non in modo paternalistico ma politico, cioè con la sincera intenzione di tutelarle. Oppure il governo può approvare leggi che favoriscano l'accesso privilegiato a un'istruzione di qualità elevata solo ai figli della propria classe sociale, magari favorendo le scuole private o rendendo l'istruzione molto costosa e, contemporaneamente, svalutando la scuola pubblica. Ancora, la classe dirigente (politici, imprenditori e anche giornalisti) può, attraverso i media, creare la paura che in sua assenza o in caso di passaggio del potere a una parte politica avversa, la società correrebbe dei gravi rischi.
Sempre secondo Marx ed Engels, il solo modo in cui le classi dominate possono trasformare questa situazione è la rivoluzione, inevitabilmente violenta dato che la classe dominante, che controlla i mezzi di repressione, non rinuncerebbe mai ai propri privilegi. Perciò, nella teoria di Marx, la repressione e la povertà avrebbero spinto infine le classi subalterne a ribellarsi per riprendere il controllo dei mezzi di produzione e riappropriarsi del proprio lavoro.
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