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L'inserimento per i disabili


Negli anni Sessanta si decise che gli alunni affetti da minorazioni fisiche e mentali frequentassero delle scuole speciali o fossero inseriti in classi differenziali statali a seconda delle minorazioni.
Circa dieci anni dopo prevalse il principio che imponeva di inserire gli alunni disabili nelle classi normali della scuola pubblica: infatti nel 1977, in applicazione dei principi stabiliti dalla Costituzione, una legge dispose forme di integrazione e di sostegno a favore degli alunni portatori di handicap nella scuola dell'obbligo. Si è visto infatti che, vivendo in un ambiente normale,gli inabili hanno più possibilità di imparare e di sviluppare le loro capacità, la loro personalità; inoltre, stando a contatto con i coetanei e gli insegnanti, possono «socializzare», cioè imparare a vivere in mezzo alla gente.
In definitiva, il disabile non è altro che uno di noi, come noi, uguale a noi che ha,però,particolari, specifici bisogni e ha il diritto di vederli soddisfatti. Non è una persona da isolare, respingere, o peggio ridicolizzare ma una persona che a prescindere dalle condizioni sociali o dai suoi problemi, va aiutata a integrarsi, cioè inserirsi al massimo nella società, perché, facendo ciò, contribuiamo tutti g un arricchimento culturale e civile. Ad esempio, dall'inserimento degli «handicappati» nella scuola possono trarre vantaggio anche gli altri alunni, che imparano a conoscere e rispettare chi è diverso da loro e a considerare i disabili non come «diversi» da tenere alla larga, ma come persone bisognose di aiuto più degli altri; imparano cioè praticamente cos'è la solidarietà e come metterIa in pratica.
Il fenomeno dei comportamenti devianti è un campo in cui la solidarietà si manifesta in modo evidente: sono molte le iniziative di recupero dei tossicodipendenti é degli alcolisti attuate da gruppi di volontari; sono pure tante le famiglie che chiedono l'affidamento provvisorio di bambini che i giudici allontano dai genitori, perché questi li hanno addestrati a commettere furti fin dai primi anni di vita. Ancora una volta, quindi, la volenterosa iniziativa di singoli cittadini affianca l'intervento dello Stato nella soluzione dei problemi che sorgono nella società civile.
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