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Dall'alfabeto ai nuovi media


Intorno al ‘700 a.C. in Grecia nasce l’alfabeto, che rappresenta un’invenzione di fondamentale importanza per la società umana poiché permette di colmare il divario tra lingua parlata e linguaggio, rendendo possibile la creazione di un discorso concettuale. L’alfabeto, e ancora di più la scrittura, ha permesso il passaggio da una cultura orale ad una cultura chirografica.
La codifica dei simboli, ovvero l’assegnazione di un significato specifico ad un simbolo grafico, ha permesso alla società umana di imma- gazzinare le informazioni, di riprodurre i testi e di comunicare anche a distanza spaziale e/o temporale, fornendo la base per lo sviluppo della filosofia e della scienza occidentale. È da notare come l’alfabetizzazione non si sia diffusa velocemente ma si è avuta molti secoli dopo a seguito all’invenzione e alla diffusione della stampa.
La stampa nasce intorno al XIV secolo dapprima sotto forma di xilografia e nel 1456 sotto forma di caratteri mobili; quest’invenzione contribuì ad accelerare il processo di detribalizzazione e di alfabetizzazione del popolo. Parliamo di “detribalizzazione” in quanto, con la stampa, ci troviamo di fronte a quella che è l’alba del concetto di Stato- Nazione e del conseguente sentimento nazionalista. La possibilità di stampare i libri ha contribuito inoltre a cristallizzare la conoscenza e ha fatto sì che si andasse delineando la figura dell’autore come ideatore di un’opera propria e non come semplice amanuense. Accanto a questa figura nasce anche il concetto di proprietà intellettuale.
La nascita della stampa, con la conseguente diffusione di libri, giornali, riviste, insieme alla vasta rete in cui questi venivano distribuiti, porta alla nascita di un primo sistema di media. Da questo primordiale sistema nasce “l’opinione pubblica”, intesa come di- battito autonomo, razionale e indipendente dall’autorità statale. Appare chiaro quindi l’impatto che la nascita della stampa ha avuto sulla società: la diffusione della conoscenza ha portato alla nascita di opinioni divergenti dallo status quo, i salotti in cui i libri venivano letti sono stati la culla di grandi poeti, scienziati e filosofi che hanno cambiato poi la storia. Fino al XIX secolo le comunicazioni presentavano però ancora un enorme deficit che era dato dalla distanza fisica.
L’invenzione chiave di quest’epoca è quindi rappresentata dal telegrafo e conseguentemente dal telefono. Con il telefono nasce un nuovo tipo di esperienza che Thompson ha definito “simultaneità despazializzata”, ovvero la possibilità di sperimentare eventi simultanei anche se accadono in spazi geograficamente distanti. Poco dopo l’invenzione del telefono nasce la radio che, utilizzata inizialmente a scopo militare, passò poi ad un utilizzo “broadcast”, senza un destinatario preciso.
Nel XX secolo, in particolare nei tre decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, nasce e si diffonde la televisione, media per eccellenza dell’epoca. Con la televisione finisce la “galassia di Gutenberg”, ovvero il sistema di comunicazione dominato dalla mente tipografica e dall’ordine dell’alfabeto fonetico e nasce un nuovo modo di comunicare.
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