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Ogni scoperta scientifica è una determinazione, ma nel momento in cui nel mondo umano comincia ad affermarsi una configurazione di equilibrio, da quel momento in poi comincia a morire perché si rompe un orizzonte di ricerca e se ne apre un altro. Ecco perché la conoscenza umana è nell’ordine della perfettibilità. Di solito la parola fede viene usata per indicare una religione, ma la parola fede può essere usata anche in riferimento all’azione umana nel T/S, come ad esempio la fede politica (nell’Islam, nel comunismo, ecc.). Quindi la fede, intesa come movente più che motivazione delle nostre azioni politiche, in genere chiede all’individuo anche il sacrificio totale (come nel caso della guerra). Bisogna distinguere tra fede e fiducia, perché spesso i due termini vengono usati come sinonimi ma non lo sono. Quando l’uomo ha fiducia in se stesso e si proietta verso il futuro, assume se stesso come dio di vita quotidiana, diventa fattore di se medesimo, della propria storia come della storia del proprio tempo. Quando si dice fiducia anziché fede si sottolinea più la centralità dell’individuo. Infatti quando si sposta il baricentro dalle proprie capacità, dalla propria responsabilità, dalla propria autonomia allora si parla di fede, perché l’individuo si appoggia a qualcun altro. Infatti siccome gli antichi Romani non avevano la religione cristiana, credevano nella Fortuna, intesa come fato, destino, ecc.

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