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Il concetto di cultura


Il concetto di cultura è stato un concetto centrale per l’antropologia.
Oggi si tende a non parlare più di cultura al singolare ma di “molteplicità di culture”, di “logiche meticce”, con una sensibilità antropologica più attenta agli aspetti dinamici delle altre culture. Questo utilizzo si è sviluppato parallelamente all’uso del concetto di cultura anche nel contesto delle società cosiddette moderne.

Oggi, nella cosi definita società moderna, ci ritroviamo di fronte non più al concetto di cultura al singolare, ci ritroviamo invece immersi in una molteplicità di culture.

L’uomo tende a non riflettere sulla propria cultura poiché essa è talmente parte di sé che egli la dà per scontata. Solo confrontandosi con sensibilità, credenze e abitudini diverse c si accorge di condividere certe idee e usanze con un determinato gruppo. Non ci verrebbe neppure in mente, per esempio, l’idea di mangiare carne di cane, se non venissimo a sapere che in certe società ciò accade abitualmente. Analogamente, non ci renderemmo conto che le nostre opinioni sui germi sono di origine culturale se non sapessimo che le altre popolazioni attribuiscono le cause della malattia alla stregoneria o agli spiriti maligni.

Definizione di cultura


La prima definizione di cultura è stata data nel 1871 dall’antropologo britannico Tylor che nel suo libro Primitive Culture, considera la cultura come: “quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”
Ne sono seguite molte altre che però non si distaccano molto dal pensiero di Tylor. Proprio questa aderenza più o meno fedele a questa iniziale definizione, ha permesso a centinaia di antropologi – evoluzionisti, diffusionisti, relativisti, funzionalisti, neo-evoluzionisti, diffusionisti, materialisti culturali – di abbracciare nella ricerca e nell’elaborazione dei dati, la singolarità espressa dalla quotidianità della vita in un gruppo, dai suoi costumi particolari, dai suoi usi specifici.

Nel corso della seconda metà del XX secolo si sono susseguiti tanti e tali cambiamenti da costringere gli antropologi a una revisione del concetto di cultura e non solo.
È possibile connotare l’antropologia nel e del mondo attuale con due espressioni che ne riassumono rispettivamente l’oggetto e la natura: culture ibride e pensiero meticcio.

Per lungo tempo si è pensato alla società e alle culture umane come ad entità isolate e “prese” ciascuna nel circuito dei propri significati. Ciò non è del tutto sbagliato, nel senso che se vogliamo capire quale significato abbiano certi comportamenti e certe idee, le culture vanno effettivamente studiate nei termini che sono loro propri. Tuttavia ci si è anche resi conto che da sempre le culture cambiano, mutano cioè nel tempo i loro valori, le loro strutture, le loro istituzioni ecc..

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