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Le classi sociali


Esistono almeno due modi per definire le classi sociali: uno è di matrice marxiana, l'altro si deve alla sociologia americana. Le classi sociali non sono entità immutabili; i sistemi sociali si trasformano, e con essi cambia la natura e la rilevanza dei conflitti presenti al loro interno. Quando gli individui rimangono nella loro classe di nascita, si dice che la mobilità sociale è scarsa o nulla. E' proprio la mobilità sociale il criterio per distinguere la casta dal ceto e dalla classe. Nelle società moderne e contemporanee una posizione dominante è stata assunta dalla borghesia, la classe che, secondo la definizione marxiana, detiene la proprietà o il controllo dei mezzi di produzione. L'opposizione di classe alle borghesie nel corso dell'Ottocento e del Novecento è stata guidata dal proletariato. Ma ormai da tempo nelle società economicamente avanzate la crescita delle classi medie, parallelamente alla crescita del terziario, ha determinato il superamento della società industriale. Tanto più sembra appartenere al passato, peraltro non lontano, il mondo dei contadini. In effetti il capitalismo contemporaneo ha modificato il volto della società, nel senso della frantumazione dei profili sociali, lavorativi e professionali, e del lavoro mobile e flessibile. Per conseguenza la società contemporanea presenta aspetti sempre più estranei alle comunità tradizionali, a cui peraltro molti guardano con nostalgia, tentando un recupero delle relazioni primarie di parentela, di vicinato, di paese.
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