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Franz Boas è considerato il caposcuola dell’’antropologia americana. Egli aveva origini tedesche, studiò in Germania e si avvicinò alle scienze umane solo dopo aver partecipato ad una spedizione in Canada. A fine Ottocento si trasferì negli Stati Uniti dove studiò principalmente i Pueblòs, gli indiani della costa Nord- Ovest. Boas operò in merito alle lingue dei nativi, delle quali ne parlava molte, e raccolse e poi pubblicò le regole grammaticali, di circa una decina di popolazioni. Boas è il rappresentante del Metodo induttivo, tanto che il suo motto era “tutti sul terreno”. Le sue ricerche erano ispirate a quelle delle scienze naturali attraverso tre punti fondamentali:
- Osservazione diretta di fatti concreti
- Raccolta e analisi dei dati,
- Elaborazione di teorie e leggi.
Boas studiò le società degli di individui dell’America Nord-ovest, sotto i vari aspetti, egli infatti identificò nel Potlach, una cerimonia tipica, significali sia economici che sociali.

Il Polach è un rito durante il quale un ospite di elevate condizioni economiche ribadisce la sua ricchezza, distribuendo doni agli invitati e bruciando alcuni oggetti di valore che possiede; allo stesso modo gli invitati ripetono a loro volta il potlach creando una sorta di “Gara Sociale”, questa ha scopi mirati: far circolare la ricchezza, confermare il rango sociale e impedire che una singola persona accumuli troppe ricchezze. Boas si dimostrò quindi ostile all’evoluzionismo.
Secondo Boas ogni cultura ha caratteristiche proprie che non possono essere sintetizzate nei vari stati evolutivi. Questa visione è detta particolarismo culturale, un puto di vista secondo cui ogni cultura deve essere considerata singolarmente e studiata in base all’ambiente nel quale si sviluppa, e alle esigenze da affrontare. Da questa concezione- particolarista culturale- subentra il “Relativismo culturale” .
Negli anni ’30 del Novecento gli Allievi di Boas diedero vita alla “Scuola Antropologica di cultura e personalità”; i principali esponenti furono “Kardiner, Linton, Benedict e Margaret mead.
Essi concepivano la cultura come un “Sistema comportamentale” che caratterizzava un ambiente sociale e viene trasmesso tramite l’inculturazione(generazione per generazione).
Secondo questa visione tutti i membri di una cultura condividono una”Personalità di base”” . In questo contesto le ricerche di Margaret Mead permisero alla studiosa di effettuare un collegamento tra modelli educativi e personalità: gli Arapesh , nutriti e viziati in maniera eccessiva erano di carattere mite, mentre i Mundugmor , vicini, allevati attraverso metodi stressanti, erano di norma molto violenti.

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