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L’antropologo

L’antropologo ha svariati compiti:
• Osservazione delle malattie
• Decifrazione di antiche scritture
• Studio di scheletri di ominidi
L’antropologo durante la ricerca deve rimanere neutrale, non deve fare giudizi personali ma deve essere oggettivo.
Per gli antropologi gli elementi di una cultura possono essere compresi solo se vengono osservati nel loro contesto di appartenenza. Di ciò ne parla Malinowski: egli riteneva indispensabile afferrare il punto di vista dell’indigeno, per rendersi conto della sua visione del mondo.
La ricerca sul campo di solito comprende tre fasi:
• Osservazione presso la popolazione prescelta
• Interpretazione di dati raccolti
• Redazione di un articolo scientifico
L’osservazione dell’antropologo può essere di quattro tipi:
• Semplice, utilizza i propri sensi senza usare strumenti tecnologici
• Attrezzata, utilizza strumenti tecnologici (fotocamera, registratore)
• Esterna, il ricercatore si pone all’esterno della popolazione studiata e si lascia avvicinare gradualmente
• Interna, il ricercatore cerca di entrare nella mentalità dei membri della popolazione studiata.
Solitamente l’antropologo quando viene a contatto con nuove popolazioni prova un senso di estraneità e spaesamento. Questo atteggiamento che assume viene chiamato sguardo da lontano ( atteggiamento distaccato privo di pregiudizi).
Il metodo più utilizzato dagli antropologi è l’osservazione partecipante che prevede l’immersione dello studioso nella società presa in esame.
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