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Cultura dei diritti universali e nuove forme di localismo

La perdita del pensiero sociale ha generato nuovi scenari di rappresentazione delle relazioni interpersonali; sono fenomeni che rispondono ugualmente al vuoto di significato che si è creato nei rapporti fra gli individui.
Abbiamo un potenziamento dei diritti individuali, gli unici diritti che un sistema giuridico può tutelare in modo adeguato sono quelli che appartengono ai singoli. Sono fondati sul riconoscimento di una dote naturale che consiste nell’appartenenza al genere umano.
I principi astratti, come la dignità dell’uomo, valgono in qualsiasi contesto geografico e sono alla baso di ogni rapporto fra individuo e stato di appartenenza-> cittadinanza universale.
Il ruolo delle politiche nazionali, in base a questo principio, si configura come una progressiva omogeneizzazione dei sistemi giuridici attribuendo una protezione legale ai singoli, sulla base di un pensiero condiviso a livello globale al fine di garantire l’espressione di un diritto universale naturale.

Le leggi universali cercano di regolare l’esercizio dei diritti all’interno dei singoli stati. Lo stato è uno strumento di mediazione politica in modo che queste regole universali possano garantire a tutti le stesse opportunità.
A questa tendenza si contrappone una contraria la quale mette in evidenza i vincoli culturali e religiosi che si sviluppano nei contesti locali. È il pensiero culturale e religioso a realizzare l’immagine di una solidarietà che si realizza tra pari, tra soggetti che coltivano uno stesso ideale collettivo al cui centro si collocano vere comunità inventate in grado di affrontare il senso di solitudine.
Anderson parla di comunità inventate quando si riferisce alle nuove etnicità che si sono sviluppate in modo particolare in seguite ai processi di globalizzazione.
Il senso di comunità è una risposta localistica all’invasione del mondo globale. È possibile elaborare storie regionali in grado di dare un significato alle relazioni interpersonali collocandole all’interno di un risultato che lega insieme tutti gli individui che abitano questo spazio immaginario. Il beneficio è la protezione e la condivisione di valori esclusivi.
Gli effetti di un’appartenenza individuale permettono la realizzazione di un universo relazionale.
Di nuovo ci troviamo di fronte a uno scioglimento del sociale a favore di presunti valori etnici.
La globalizzazione ha enfatizzato la nascita di pensieri localistici in cui la lotta contro il capitalismo consiste nell’esaltazione di principi ispirati ai dogmi religiosi.

In questo senso Touraine legge, ad esempio, l’aggressione islamica verso gli Stati Uniti visti come fonte del neoliberalismo contemporaneo-> 11 settembre 2001, New York, attacco alle Torri Gemelle.
Nel pensiero religioso le istituzioni sociali sono il tentativo di realizzare nella città terrestre le leggi che vigono nella città celeste sostituzione di leggi laiche con leggi religiose-> dissoluzione dei legami sociali.

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