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L'illuminismo:nascita e ideologia

Il movimento sviluppatosi nel settecento, fu l’illuminismo. Esso non è un sistema,né una somma di sistemi; è piuttosto una forma di pensiero filosofico, un’atmosfera intellettuale entro cui respirarono i pensatori di quell’epoca i quali pur differenziandosi talora profondamente, ebbero in comune quello che può dirsi “mentalità illuministica”. Non è pertanto facile darne una definizione comprensiva. Inquadrato nella storia del pensiero, esso ci appare come frutto di una secolare evoluzione,attraverso cui la ragione umana viene sempre più affermando i propri diritti. L’Illuminismo, pone al centro della propria speculazione l’uomo come essere pensante ed esige come condizione della conoscenza la chiarezza. Il motivo fondamentale primo dell’Illuminismo è l’autonomia della ragione. La ragione non è più concepita come il ricettacolo di verità, ma in essa vi è la forza originaria dello spirito, con la quale l’uomo può giungere alla scoperta della verità. La ragione non contiene la verità, né la crea,ma la scopre. E’ sufficiente, ai fini di questa scoperta che l’uomo abbia il coraggio di avvalersene in piena libertà. La filosofia non è più considerata come una sfera superiore del sapere umano chiamata a risolvere i problemi ultimi della natura e dell’origine dell’essere, viene ad identificarsi con l’intero campo della conoscenza. Il metodo che seguono queste ricerche non può più essere quello deduttivo, ma sarà un metodo sperimentale. I due maggiori centri culturali furono Napoli e Milano, dove con il Beccaria, con i Verri e altri si andava maturando l’aspirazione a profonde riforme sociali, politiche ed economiche ispirate alle nuove concezioni della scienza e della sociologia.

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