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Teorie illuministe sulla natura umana



- La teoria elaborata da Rousseau e Diderot: colpiti da riscontri di viaggi ed esplorazioni, gli illuministi avviarono un intenso dibattito sulla natura dell’uomo e sulle forme originarie di convivenza civile. Una delle teorie di maggior successo fu il “mito del buon selvaggio” elaborata sia da Rousseau che da Diderot, ovvero il mito fu alla base dell’aspirazione illuministica a ricondurre l’uomo alle condizioni originali e naturali.

- La teoria elaborata da Rousseau: sostiene che l’infelicità dell’uomo derivi dal suo distacco dalla natura, avvenuto per difendersi dalle bestie feroci e procurarsi il cibo più facilmente, infatti si rese necessario il lavoro, che a sua volta introdusse il principio della proprietà privata. Finché è a contatto con la natura, l’uomo non può essere considerato né buono né cattivo; è dotato di sentimenti semplici e naturali (come la compassione verso il prossimo); ha solo desideri legati al bisogno fisico e, quando li soddisfa, è in armonia con la natura.
- La teoria elaborata da Diderot: mise a confronto la società crisitiana, basata sulla repressione del sesso e destinata all’infelicità con quella dei popoli polinesiani, ben più felici perché in grado di esprimere liberamente i propri sentimenti e relazionarsi sinceramente gli uni con gli altri.