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Savioli Fontana – Il passeggio – da Amori – Parafrasi e spiegazione


Parafrasi e spiegazione

I fervidi cavalli di Apollo, sentendo le briglie allentarsi nelle mani del Dio, volgevano ormai la loro corsa verso il mare di Occidente. (Questa immagine mitologica molto nitida, sta ad indicare l’arrivo della sera)
I miei passi mi guidarono verso una strada diversa ben nota al mio cuore la quale conduce il viandante alla città di Romolo (= Roma)
Da un lato, la strada è ombreggiata da alti alberi, dall’altro corre un devoto porticato per un lungo tratto (il poeta qualifica il porticato come devoto perché i porticati conducono al santuario della madonna di San Luca)
O gran padre Ovidio, io stavo leggendo la tua Ars amandi, nutrendo il mio sguardo ed il mio cuore del contenuto dei versi che hanno tanto da insegnare; [Il poeta non sta scorrendo in quel momento il libro di Orazio per un puro gusto poetico, bensì per imparare l’arte di far innamorare una donna]
quando all’improvviso mi fece sobbalzare l’avvicinarsi di una carrozza ed i miei occhi desiderosi mi fecero volgere lo sguardo indietro [il poeta ha la certezza di aver incontrato la donna che diventerà la sua amata].
Mi fermo e resto immobile; e la carrozza dorata mi supera velocemente, lasciando una profonda traccia nella densa polvere [Da notare che la polvere, invece di rendere la scena meno nitida, avvolge l’immagine della donna come in una sacra nube].
Sola, seduta su drappi di seta, con un atteggiamento maestoso, essa sorrideva a tal punto che mi sembrava più una divinità che una donna.
Il colore nero delle vesti [per un lutto recente] facevano apparire più belli, per il contrasto di colore, il volto amabile ed il seno della donna.
Forse, nello stesso modo, Venere scorreva nel cocchio lungo le rive dell’isola di Citera, dopo che Adone, il giovanetto amato, fu ucciso dai denti di un ingordo cinghiale
[Non si tratta di un’erudita disgressione mitologica come se ne trovano altre nel testo perché le immagini non sono solenni, ma delicate, come in tutti i componimenti del Savioli]
Nel frattempo, la donna, con il ventaglio batte contro i brillanti vetri della carrozza: il cocchiere se ne accorge e[ ferma i cavalli [La scena, che fino ad ora era statica e caratterizzata soltanto dalla contemplazione del poeta, ora comincia ad animarsi]
Subito mi avvicino e mi inchino davanti a quel viso leggiadro, il quale si adornò di un sorriso che con facilità poteva conquistare il cuore altrui.
O Amore, come potrei lamentarmi di questa tua vittoria? Chi mai avrebbe potuto resistere, anche se lo avesse voluto, alle armi con cui mi hai vinto?
La mano della donna, che essa distese fuori dalla carrozza affinché la baciassi, aumentò, o Amore, il tuo potere nei nostri confronti.
Nella mano sinistra essa teneva un ventaglio, atto a creare dei lievi venticelli, con cui era solita percuotere leggermente la bianca guancia. [Il ventaglio era un oggetto immancabile nella società del Settecento; esisteva addirittura un’arte per saperlo manovrare e per le dame era considerato il corrispondente esatto della spada maschile]
Essa era molto esperta nel muoverlo ora lentamente, ora rapidamente; il giornale inglese Spectator aveva impartito, perle dame, tutta una serie di insegnamenti sull’uso del ventaglio.
O mani che per il loro candore uguagliano il seno di Ebe, fissando il quale si rallegrava perfino Giove, nonostante gravato da tante preoccupazioni.
o forse erano uguali a quelle che Endimione, nella Caria [regione della Turchia attuale] stringeva quando Diana scendeva verso di lui dal carro d’argento.
Nel frattempo Amore faceva muovere quei leggiadri occhi azzurri; per merito del Dio le dolci parole della donna scendevano diritte nel mio cuore.
Come potrei ripetere ciò che a me fu concesso di udire? Il mio cuore era troppo turbato da un nuovo ed insolito sentimento amoroso che mi bruciava.

Spiegazione

Nella seconda metà del Settecento, l’Arcadia acquista un carattere molto più variegato che non appaia nella prima parte del secolo. Le nuove tendenze culturali esprimono o preannunciano esigenze del tutto nuove: il mito illuminista del ritorno alla natura, sulla scia del mito del buon selvaggio di Rousseau, il gusto per le malinconie notturne, l’interesse per le rovine dei sepolcri, l’abbandono dell’animo ad una sensibilità preromantica, un interesse rinnovato per le civiltà antiche e la riscoperta della Grecia classica che condurrà alle sculture del Canova e alle Grazie del Foscolo, anche se, per il momento, esso documenta soltanto un’esperienza ancora vicina al rocoò settecentesco. Le opere del Savioli costituiscono l’esempio più significativo di questo accordo tra la società galante del XVIII secolo, che ormai ha abbandonato le finzioni pastorali, fatta di salotti, di incontri, di danze e di ventagli con i ricordi mitologici, caratterizzati, però, da colori tenui e dal pallore degli avori. Il componimento Il passeggio descrive l’incontro del poeta con l’immagine nesta, ma ridente con una damina trasportata nella sua carrozza, fuori dalla porta della città nell’otra del crepuscolo. Essa si trasforma delicatamente prima in Venere, poi in Diana che porge la mano al pastore Endimione
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