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Pindemonte: La Melanconia


Parafrasi

Agli Dei chiesi di avere la fortuna di possedere una fonte ed una collina: essi esaudirono il mio desiderio e vivrò così soddisfatto.
Non passero mai oltre né quella fonte,né quella collina, neppure col desiderio.
A che cosa valgono gli onori o le ricchezze. Io sono orgoglioso di avere avuto in sorte un dono migliore: una un’anima pura, in grado di gustare le bellezze della natura.
Né potranno mai per me i giorni essere avversi, perché in cielo non mancheranno mai i suoi colori e sempre i fiori torneranno ad ornar i prati finché io sarò in vita.
Oh malinconia, simile ad una gentile ninfa, io ti affido la mia vita. Colui che disprezza le tue attrattive non è nato per godere delle vere gioie, quelle degli animi aristocratici.
Sia che io ti incontri nella piena luce del giorno sotto un cielo luminoso all’ombra di un faggio, mentre volgi il tuo sguardo pensoso al ruscello che scorre in fretta lungo la pendice [del monte];
sia che ti piaccia di notte contemplare con amore la luna dalla luce argentea, quando la notte oscura fa calare nel petto il desiderio di meditare
non resterai mai sola, no: i troverai sempre vicino. Oh com’è bello il tuo mantello viola e com’è bella la tua chioma sparsa!
Quei tuoi capelli sparsi sono più belli della chioma intrecciata della dea dell’amore, e come mi piace contemplare il tuo sguardo più di quanto non faccia con quello di Venere!
Che il tuo occhio mi guardi sempre, o pudica e gentile ninfa; e a te soave e tranquilla ninfa, io consacrerà il mio nuovo modo di comporre poesie.

Commento

Dal punto di vista metrico, il componimento è un’ode, costituita da nove strofe ognuna della quali si c articola in due quartine di versi quinari, tronchi nell’ultimo verso. In ogni quartina, il primo verso fa rima con il terzo ed il legame fra le due quartine e dato dai secondi e quarti versi Es. Dei/miei, ricchezza/bellezza, fato/prato)
Il componimento poetico si colloca in un periodo della storia letteraria italiana in cui sono presenti le suggestioni dell’Arcadia, le malinconie e le suggestioni sentimentali del preromanticismo ed il gusto per il mondo antico che tende a tradurre la realtà in immagini neoclassiche. A questo si aggiungono i riflessi degli avvenimenti storici (Rivoluzione francese e periodo napoleonico) che interessano l’Europa dal 1789 in poi. Collocare il Pindemonte in una corrente precisa è molto difficile: per il gusto della solitudine aristocratica potrebbe essere assimilato ad un poeta arcadico. Tuttavia l’aspetto essenziale della sua poesia ci è data dalla malinconia, collegata ad immagini classiche che fanno di lui uno scrittore neoclassico. Nell’Ode, infatti, la malinconia è rappresentata come una ninfa, cioè con il nome di una delle divinità minori della Grecia classica, Siamo in un ambito pre-romantico per le venature sentimentali e malinconiche della sua sensibilità e lontani ornai dagli intrecci pastorali che caratterizzano l’ Arcadia. Dobbiamo ricordare anche che il neo-classicismo è il mezzo con cui il romanticismo è arrivato in Italia ed è in questo senso che deve essere letto il rapporto di Pindemonte con il Foscolo
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