Giuseppe Parino nacque in Brianza il 23 Maggio 1729 da una famiglia di modeste condizioni;dopo i primi studi a dieci anni venne mandato a Milano dalla prozia Anna Maria che morendo lascio'a lui la sua eredita'a condizione che diventasse sacerdote e cosi'lui intraprese la carriera ecclesiastica e poco dopo venne ordinato sacerdote.Nel 1752 a 23 anni pubblico'una raccolta di liriche,Alcune poesie di Ripano Eupilino,che contribuirono a farlo conoscere nell'ambiente letterario e venne ammesso all'Accademia dei Trasformati a Milano.Nel 1754 entro'al servizio del duca Gabrio Serbelloni come precettore dei figli;il giovane viene inserito nell'ambiente nobiliare e pote'conoscere il mondo dell'aristocrazia militare di cui parlo'poi nel Giorno.A causa di un litigio con la duchessa nel 1762 si licenzio'e divenne precettore di Carlo Imbonati fino al 1768.Egli scrisse due poemetti contro la nobiltà improduttiva:il mattino e il mezzogiorno.Il governatore di Milano affido'a Parini la direzione della Gazzetta di Milano nel 1768 e venne chiamato alla cattedra di"belle lettere"nelle Scuole Palatine di cui divenne parte anche l'Accademia delle Belle Arti.Si avvicino'in questo modo a famosi poeti,ottenne altri vari incarichi ufficiali e venne a coincidere con la figura tipica di intellettuale illuminista milanese.Egli si allontanò dall'attività intellettuale a causa delle istituzioni imposte da Giuseppe II,successore di Maria Teresa.Con l'ingresso dei francesi a Milano venne chiamato nel 1796 a far parte della Municipalità ma ben presto fu allontanato.Poco prima di morire scrisse un sonetto:Predaro i Filistei l'arca di Dio,in cui lodava Dio per aver restituito Milano all'Austria.

Parini fin da subito assume un atteggiamento problematico nei confronti dell'illuminismo in generale e in particolare contro quello francese e i pensatori Voltaire e Rousseau respingendo la loro posizione antireliogiosa.Critica i nobili specialmente nella sua opera,dicendo che la loro vita e'improduttiva perché vivono facendosi servire e non fanno mai nulla per il bene comune come ricoprire cariche e magistrature.Egli era contro l'Accademia dei Pugni,riteneva inaccettabili le loro posizioni politiche poiché lui era animato dal culto dei modelli antichi ed era fedele all'idea classica della letteratura.

Nella prima raccolta di versi,Alcune Poesie di Ripano Eupilino,vi sono le odi:genere lirico che riprende modelli della poesia greca e latina con toni piu'solenni e contenuti elevati.Egli scrisse numerose odi ma solo un suo discepolo nel 1791,pubblico'una raccolta di 22 odi e poco piu'tardi usci'una nuova edizione che comprendeva anche altre tre odi composte in seguito.Le odi possono essere divise in tre gruppi che presentano tematiche diverse:quello piu'folto va dal 1756 a 1769 e comprende testi legati alla battaglia illuministica;dopo il 1769 si ha una lunga pausa alla quale seguono una serie di odi nel 1777.

La poesia"la salubrita'dell'aria"fu letta nel 1759 in una seduta pubblica dell'Accademia dei Trasformati riguardo il tema dell'aria;in questa poesia Parini vietava di riversare nelle strade acque putride,di gettare carogne di animali e di chiudere le cisterne che contengono i liquami dei pozzi neri.Il testo e'costruito sull'opposizione della campagna e della citta';pertanto elogia la campagna e mostra gli aspetti negativi della citta'.

Il giorno,poema in endecasillabi,descriveva la giornata di un giovane signore della nobilta'milanese e nel progetto originario doveva articolarsi in tre parti:il mattino,il pomeriggio e la Sera.Le prime due parti furono pubblicate nel 1763 mentre la Sera piu'tardi venne sdoppiata in altre due parti:il Vespro e la Notte alle quali continuo'a lavorare fino alla morte senza concluderlo.Il giorno rientra nella poesia didascalica.Nel mattino il nobile viene colto nel momento in cui si corica,all'alba,dopo una notte trascorsa a teatro,vengono quindi descritti il suo risveglio e la colazione.Uno dei motivi centrali della rappresentazione e'il fenomeno del Cicisbeismo per cui ogni donna sposata aveva il diritto ad un cavalier servente che l'accompagnasse oltre suo marito.Nel mezzogiorno il signore viene seguito in visita alla dama,poi durante il pranzo con conversazioni di temi filosofici.La coppia in tardo pomeriggio si reca al passeggio delle carrozze dove si ritrova tutta la nobilta'cittadina.Uno dei temi centrali e'la noia,l'autore si offre di insegnare al signore come ingannare questi noiosi giorni,il tempo viene allungato a dismisura a causa dell'accurata descrizione di tutti gli oggetti e anche dei minimi gesti che fanno sembrare poche ore un'eternita'.Anche lo spazio e'limitato;la scena si trova prima all'interno del palazzo del signore e in seguito in quello della dama;l'unica apertura e'la scena del passeggio ma anche li lo spazio e'limitato e gran parte dell'azione si svolge comunque all'interno delle carrozze.Nella descrizione della giornata si inseriscono pero'dei diversi piani che aprono altre prospettive;alla nobilta'oziosa del presente e 'contrapposta quella rude del passato:la rappresentazione della vita del presente quindi e'il piano dominante dell'opera ma non e'l'unico poiche'si aprono prospettive temporali diverse.Per rompere la continuita'della rappresentazione vengono inserite le favole,brevi racconti di genere mitologico che servono ad illustrare le origini di certi costumi sociali.Tra di esse significativa e'la favola di Amore e Imene,figli di Venere,un tempo andavano d'accordo e univano i corpi e le anime allo stesso tempo.In seguito ad una ribellione di Amore,ebbero dalla madre compiti diversi:Imene,dio del matrimonio,regno'sulle anime durante il giorno e Amore sui corpi durante la Notte.Del Vespro restano 517 versi che comprendono ampi squarci della fine del Mezzogiorno.Della notte invece rimangono 673 versi e altri frammenti precedenti.Nel vespro il precettore accompagna il signore e la dama in visita ad un amico malato che ha avuto un attacco di nervi.Nella notte i due amanti si recano poi ad un ricevimento seriale in casa di un'anziana dama e qui loro non sono piu'al centro dell'attenzione del narratore poiche'descrive i tavoli da gioco e le varie manie dei personaggi.

Nella poesia"Vergine Cuccia",al tavolo della dama siede un vegetariano che non mangia carne per pieta'verso gli animali.La dama ricorda un avvenimento triste per lei;un giorno la sua cagnolina,la vergine cuccia,giocando e andata contro i piedi di un servo morsicandogli il piede,questo infastidito gli tira un calcio facendolo volare lontano..la dama visto cio,decise di licenziare il servo,mandandolo con tutta la sua famiglia a chiedere l'elemosina.

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