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Parini: moderato o rivoluzionario?


Modi, forme, efficacia della satira antinobiliare nel Giorno


Giuseppe Parini è un importante scrittore e precettore del XVIII sec. Nel decennio 1757-1766 Parini compone le sue opere che si ispirano direttamente al pensiero illuministico: le Odi civili e Il Giorno, suo capolavoro.
Prelato per necessità più che per vocazione è nemico dei dogmatismi e delle superstizioni. Dell’illuminismo accetta il principio fondamentale dell’uguale dignità di tutti gli uomini, basato sulla ragione e sulla legge di natura, anche se sviluppa un atteggiamento controverso verso l'Illuminismo Francese rappresentato da Voltaire e Rosseau. Parini ne respinge le posizioni antireligiose di cui parla in toni molto duri nel passo del Mezzogiorno. Oltre all'Illuminismo Francese Parini critica duramente la classe nobiliare in quanto oziosa, vuota e soprattutto improduttiva sul piano economico poiché sperpera le ricchezze che derivano dalle sue rendite che sono frutto del lavoro altrui, sul piano intellettuale in quanto non adopera il proprio ozio per l'avanzamento della cultura e delle scienze infine, sul piano civile, perché non ricopre cariche e magistrature. Il poeta delinea la nobiltà come un qualcosa nata dalla violenza anche se in essa riconosce una funzione sociale ossia quella di difendere la patria. Attraverso le sue opere in particolare Il Giorno Parini s’incarica di insegnare come riempire, con momenti ed esperienze piacevoli la vita del Giovin Signore. Ad accentuare il senso di monotonia è la collocazione della narrazione sempre in ambienti chiusi o ristretti. Si può riscontrare nel poeta anche un senso di lussuria descrittiva nei confronti dello stile di vita che fanno parte della sfera quotidiana del Giovin Signore. Il Parini non dovette mai avere un disegno generale a cui rapportarsi, gli bastò l'ordine offerto del naturale succedersi delle ore del giorno da un'alba all'altra.
Giuseppe Parini nel Giorno fa una satira sul topos letterario, dove introduce una metafora sul Giovin Signore e il precettore - narratore. Lo studioso settecentista Norbet Jonard in Introduzione a Parini scrive sulla parodia dell’epopea nel Giorno: “Si riconoscono ancora [nel Giorno] lo schema e il linguaggio trasmessi dalla tradizione omerica, ma questo schema e questo linguaggio sono ormai strumenti polemici destinati a contestare l’ordine epico che sono tenuta a esaltare. Ecco perché Il giorno non è, come il poema eroicomico, la derisione dell’epopea, ma l’epopea del derisorio, e ciò precisamente a causa dell’essenza di valori positivi nella società del Giovin Signore”. I passi emblematici, celeberrimi, che ricoprono un ruolo precipuo nell’opera Il giorno sono: Il giovin signore si risveglia, caffè o cioccolata e la Vergine cuccia.
In questi passi lo scrittore mediante l’uso della satira si fa di beffa degl’usi e dei modi di fare dei nobili, ma allo stesso tempo fa capire il modo in cui si viveva in quel periodo, basti pensare al passo della Vergine cuccia dove la cagnolina morsica il cameriere e quest’ultimo sferrandogli un calcio le procura del “dolore” e così la padrona per giusta punizione decide di far licenziare il cameriere “[…] Or le sovvien del giorno, / ahi fero giorno! Allor che la sua bella / vergine cuccia de le Grazie alunna, / giovanilmente vezzeggiando, il piede / villan del servo con gli eburnei denti / segnò di lieve nota: e questi audace / col sacrilego piè lanciolla: / ed ella tre volte rotolò; […] Accorse ognuno:il volto / fu d’essenze spruzzato a la tua dama: / ella rinvenne al fine. Ira e dolore l’agitavano ancor: fulminei sguardi gettò sul servo; e on languida voce / chiamò tre volte la sua cuccia: e questa / al sen le corse; in suo tenor vendetta chieder sembrolle: e tu vendetta / chieder sembrolle: e tu vendetta avesti / vergine cuccia de le Grazie alunna.”
Nel passo Caffè o Cioccolata, il Giovin Signor si ritrova al risveglio con un dubbio precipuo, ovvero non sa decidere se deve prendere un caffè, quindi una bevanda con delle micro-calorie, oppure deve prendere una bibita dal gusto dolce, con delle macro-calorie. “Ma il damigel ben pettinato i crini / ecco s’innoltra; e con sommessi accenti / chiede qual più de le bevande usate / sorbir tu goda in preziosa tazza.”
I temi affrontati da Parini ne Il Giorno si ripercorrono in un ciclo pittorico di otto tavole di William Hogart in cui si narrano le avventure di un “giovin signore”, come la carriera del libertino, Tom Rakewell, riceve una ricca eredità da un ricco mercante. Nell'opera troviamo una serie di personaggi di una cerchia nobiliare in festa, l’artista rappresenta alcuni soggetti con le spalle rivolte verso l’interlocutore mentre altri sono di profilo. L’artista oltre ad occuparsi dei movimenti che assumono i personaggi fa un studio dettagliato dell’ambiante circostante, seppur chiuso. Nell'opera si può notare la minuzia nel rappresentare i particolari come lo spartito del pianoforte.
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