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Giuseppe Parini - Il giorno: analisi e descrizione


Il poema è scritto in enedecasillabi sciolti e in esso l’autore prende in giro in maniera evidente l’aristocrazia nei panni del cosiddetto giovin signore (il giovane aristocratico) che spreca il suo tempo. Parini non vuole eliminare l’aristocrazia ma non riesce ad accettare che i nobili trascorrano il loro tempo sprecandolo.
Nell’idea dell’autore l’opera doveva articolarsi in tre parti principali: il mattino, il mezzogiorno e la sera. Quest’opera rientra nelle poesie didascaliche. Parini vuole insegnare al giovin signore come passare piacevolmente il tempo. Parini inoltre critica il cicisbeismo: ogni dama, dopo il matrimonio, aveva un cavalier servente diverso dal marito e, mentre nell’antichità quest’usanza era un servigio spirituale, durante l’epoca di Parini si trattava esclusivamente di un adulterio vero e proprio. Nel mezzogiorno, dopo aver scelto accuratamente quali abiti indossare, il giovin signore si reca a trovare la sua dama ed essi discorrono argomenti filosofici, mentre durante il pomeriggio essi fanno una passeggiata insieme. Lo spazio è dunque aperto ma questo spazio aperto è solo apparente perchè, la carrozza con la quale i due giovani si spostano rappresenta il nobil palazzo su delle ruote, come se fosse una stanza del palazzo trasportata fuori da esso..
L’autore vuole mettere in luce la vita insulsa e vacua dell’aristocrazia e critica la nobiltà, ammirando invece i lavoratori e i poveri. Per “prendere in giro” la nobiltà Parini utilizza l’anifrasi, una tecnica narrativa che consiste nel dire qualcosa e intendere l’esatto contrario.
Parini mette in risalto la differenza tra la nobiltà antica, che si prodigava per difendere il popolo e per questo i nobili antichi erano sporchi di polvere, mentre i nobili del suo tempo erano sì sporchi di polvere, ma si trattava solo di talco, perchè essi sono del tutto inutili.
I nobili si sono arricchiti con il patrocinio ed essi con il passare del tempo hanno sempre voluto cose migliori e nel fare ciò sono diventati più raffinati e quindi nobili. Parini spiega ciò nella favola del piacere.
In un’altra favola, Imene, Parini spiega l’origine del cicisbeismo. La favola allude al fatto che nella società di Parini il matrimonio tra due nobili si riduce ad un’apparente facciata.
I nobili vivono la loro vita lontana dalla moralità, i ceti più bassi della popolazione hanno una vita basata sulla moralità e la simpatia di Parini va proprio per loro.
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