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Carlo Gastone della Torre Rezzonico: La veglia da "Odi"

Spiegazione

Il componimento è articolato in quartine composte ognuna da quattro settenari. Il primo ed il terzo settenario sono sdruccioli e non in rima, mentre il secondo ed il quarto sono piani e in rima. Esso si colloca nella tradizione delle odi augurali composte in occasione delle nozze. In questo caso, fu composto nel 1773 per il matrimonio di Isotta Pindemonte, sorella di Ippolito Pindemonte, con il marchese Landi. Lo spunto è tratto da un anonimo componimento latino del II secolo d.C. ed è un esempio di lirica settecentesca di ispirazione neoclassica.
La quartina iniziale (vv.1-4)
Ami doman chi libero
Fu da’ bei lacci ognora,
e chi d’Amor fu ligio
ami domane ancora
[Domani, ami chi è sempre stato libero dai bei legami d’amore e chi fu devoto all’amore continui ad amare anche domani] è una specie di ritornello che viene ripetuto ai versi 33-35, 61-63, 85-87 e 109-112 ed è la traduzione della frase latina “Cras amet qui numquam amavit quique amavis cras amet”. Con questa quartina, il poeta si rivolge a tutti con un invito ad amare e scandisce le quattro parti in cui i poema può essere suddiviso.
• La prima sezione dell’ode è dominata dalla presenza di Isotta. Di lei il poeta ci fa sapere che prima era stata seguace di Diana ( il cui attributo tradizionale era la castità) e ora sta per diventare devota di Venere (per antonomasia la dea dell’amore) e invita Diana a ritornarsene nei suoi boschi perché ormai ha perso ogni potere sulla ragazza che sarà trasportata a Verona (luogo del matrimonio), insieme alle Grazie, sulla conchiglia di Venere, seguendo le acque del Po, spinta dal soffio del tiepido vento primaverile. I riferimenti mitologici sono numerosi per dire semplicemente che Isotta giunge al matrimonio vergine.
• La seconda sezione, dopo la ripresa del ritornello, il poeta attira l’0sattenzione sullo sposo. Che attende trepidante la sposa sulla sponda del Po. Attorno a lui, tutti gli elementi della natura sembrano parlargli di Isotta. Verso l’alba l’usignolo canto e le sue note inondano le sponde dove la ragazza approderà Nel descrivere l’usignolo, troviamo ancora un riferimento mitologico nel mito di Progne e Filomena. Ovunque regna la gioia e perfino le sorelle di Fetonte, le Eliadi, non piangono più il fratello che morì per aver spinto i propri cavalli alati troppo in alto. Inoltre, l’ambra lascia cadere goccia a goccia il suo liquido che si trasformano in gioielli, pronti ad ornare la futura sposa.
• La terza sezione costituisce il trionfo dell’amore ed il poeta ricorre nuovamente a tutta una serie di episodi mitologici: Cupido disarma Marte, ne calpesta l’elmo e, scherzando, ne cavalca la lancia. Quindi subentra l’immagine di Marte abbandonato fra le braccia di Venere, quasi rovesciato all’indietro. Si tratta di un evidente allegoria: l’amore sconfigge la guerra e tutti ipopoli ritrovano, quindi la pace. In questa atmosfera di pace generalizzata, vengono celebrate le nozze fra i due giovani.
• La quarta sezione rappresenta il trionfo della pace. Il poeta rievoca il ratto delle Sabine che si concluse con la pace fra le due popolazioni. Egli augura che tutte le guerre che insanguinano il mondo abbiamo termine e che gli uomini si vogliano quindi dedicare alle dolcezze dell’amore, come stanno facendo i due sposi.
Il tema del componimento è piuttosto semplice; più complesso è, invece, il tessuto linguistico del testo che rimanda continuamente a riferimenti mitologici o anche a fatti recenti, utilizzando però termini arcaici. Frequenti sono anche le similitudini, le perifrasi, le allocuzioni i latinismi, i grecismi.
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