Concetti Chiave
- Beccaria, proveniente da una famiglia nobile, si distinse fin dalla giovinezza per le sue capacità intellettuali, laureandosi in diritto nel 1758.
- Il suo scritto "Dei delitti e delle pene" propose una riforma del sistema penale, sottolineando la necessità di un codice chiaro e univoco per tutelare i cittadini.
- Beccaria definì il giornalismo antitradizionale come essenziale per diffondere conoscenza, enfatizzando il compito del giornalista di istruire e intrattenere il pubblico.
- Rifiutò la pena di morte, considerandola non utile e sostenendo che la detenzione perpetua fosse un deterrente più efficace per prevenire i crimini.
- Beccaria denunciò la tortura, affermando che essa poteva condannare innocenti e non contribuiva a una giustizia equa e razionale.
Formazione e primi successi
Biografia: nato da famiglia agiata e nobile, dagli 8 ai 16 anni studiò al collegio Farnesiano di Parma, distinguendosi per le capacità di calcolo. Nel 1758 si laureò in diritto all’università di Pavia. A fine anni ’50 entrò a far parte dell’Accademia dei Trasformati. Accolto poi nel gruppo dei Pugni, fu aiutato da Verri a risolvere un gravoso problema familiare (contro i genitori perché voleva sposare una ragazza povera). Tra il 1763 e il 1764 offrì qualche notevole contributo al “Caffè”, pubblicando poi il “Dei delitti e delle pene” in forma anonima per prudenza in una piccola stamperia livornese.
Contributi e riconoscimenti
Il successo fu immediato e clamoroso, anche in tutta Europa. Nel 1766 giunse a Parigi, invitato dagli enciclopedisti, che lo accolsero con entusiasmo. Ma il suo carattere schivo e malinconico lo fecero tornare a Milano dopo soli due mesi. Inizia la sua fase calante: l’inimicizia con Verri, il rifiuto alla zarina Caterina II per redigere le nuovi leggi russe…solo nel 1771 accetta il ruolo di consigliere del Supremo Consiglio di Economia.
Qual è il ruolo del giornalismo?
Le opere. Dal Caffè: De’ fogli periodici: è una autorevole definizione del giornalismo antitradizionale del ‘700. L’articolo fa esplicito riferimento al significato sociale assunto dal diffondersi dei giornali, che vengono ritenuti complementari alle forme più tradizionali di diffusione della conoscenza, e in qualche caso fondamentali per raggiungere tale scopo (es: il pubblico femminile). Importante, infine, è la considerazione complessa del ruolo del giornalista: il suo compito è quello di istruire i lettori, compito difficile e di responsabilità, che deve essere assolto cercando al tempo stesso di interessare e divertire il proprio pubblico.
“Si veda la facilità dell’acquisto, il comodo trasporto, la brevità del tempo che si consuma nella lettura di esso, e vedrassi quanto maggiori vantaggi abbia con sé questo metodo d’instruire gli uomini”.
Riforma del sistema penale
Dei delitti e delle pene: Beccaria mostra di puntare a una riforma globale del sistema penale, che sottragga all’arbitrio individuale dei giudici, liberi di interpretare i testi legali come meglio credono, il diritto di decidere della vita e della morte di ogni persona. Occorre, spiega l’autore, un codice di leggi ben chiaro e ragionato, univoco nell’interpretazione, che si faccia carico di tutelare i cittadini; questi hanno ceduto allo stato una porzione della loro libertà in pegno della tutela della loro aggregazione sociale (è la tesi espressa di Rousseau nel Contratto Sociale), e hanno sì il diritto di essere difesi dalle aggressioni, ma anche di essere considerati innocenti sino a che il loro delitto non venga inconfutabilmente dimostrato.
In questa definizione scientifica e rigorosa dei compiti della giustizia, non possono trovar posto né la tortura né la pena di morte. La prima è ripudiata perché, come potrebbe scagionare un colpevole di fibra robusta, così potrebbe anche far condannare un innocente costretto a cedere a motivo della sua debolezza fisica. La pena di morte è dimostrata “non utile, né necessaria” alla sicurezza dei cittadini, in primo luogo perché contraria allo spirito del contratto sociale (nemmeno la più alta autorità può disporre della vita dell’individuo), in secondo luogo perché per un malfattore è più deterrente la privazione perpetua della libertà piuttosto che la sofferenza di un breve istante liberatorio.
Ben più atta a stornare le menti dal delitto sarà dunque l’idea di una condanna a vita ai lavori forzati, che renderà al tempo stesso utile alla società il lavoro del condannato.
“E’ meglio prevenire i delitti che punirli. E serve una pena pronta, equa e sempre proporzionata ai delitti”.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'importanza della formazione di Beccaria nella sua carriera?
- Come venne accolto il lavoro di Beccaria in Europa?
- Qual è il ruolo del giornalismo secondo Beccaria?
- Quali sono le proposte di Beccaria per la riforma del sistema penale?
- Qual è la visione di Beccaria sulla prevenzione dei delitti?
Beccaria, nato in una famiglia agiata, si distinse per le sue capacità di calcolo e si laureò in diritto all'università di Pavia, il che gli permise di entrare in contatto con influenti gruppi intellettuali come l'Accademia dei Trasformati e i Pugni, contribuendo così alla sua futura carriera di scrittore e riformatore.
Il suo libro "Dei delitti e delle pene" ebbe un successo immediato e clamoroso in tutta Europa, tanto che nel 1766 fu invitato a Parigi dagli enciclopedisti, che lo accolsero con entusiasmo, sebbene il suo carattere lo portò a tornare a Milano dopo soli due mesi.
Beccaria definisce il giornalismo come un mezzo fondamentale per diffondere la conoscenza, sottolineando la responsabilità del giornalista di istruire, interessare e divertire il pubblico, evidenziando l'importanza dei giornali nel contesto sociale del '700.
Beccaria propone una riforma globale del sistema penale, chiedendo un codice di leggi chiaro e univoco, che tuteli i cittadini e ripudi la tortura e la pena di morte, sostenendo che la privazione della libertà sia una pena più deterrente e utile alla società.
Beccaria afferma che è meglio prevenire i delitti piuttosto che punirli, sottolineando l'importanza di pene pronte, eque e proporzionate, per garantire la sicurezza dei cittadini e mantenere l'integrità del contratto sociale.