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Vittorio Alfieri: Mirra – riassunto

La regina di Cipro, Cecri, accecata dalla bellezza e dalle virtù della figlia Mirra, ha osato insultare la dea Venere perché ha considerato la bellezza della figlia superiore a quella della dea. Venere si è vendicata facendo sorgere nell’animo di Mirra un amore incestuoso per il padre Ciniro. Essa, tuttavia avverte l’orrore di tale sentimento che sui fa sempre più forte. In padre, pur avvertendo nella figlia un travaglio interno, ignora del tutto ciò che sta accadendo nell’animo della ragazza. Per sfuggire a questo stato, Mirra decide di sposare il principe dell’ Epiro, Pereo ed ottiene dal padre di poter abbandonare la casa paterna immediatamente subito dopo le nozze per andare a vivere nella patria dello sposo. In questa nozze, Mirra intravede l’unico mezzo per salvarsi in alternativa alla morte. Invano il padre, la madre e lo stesso sposo, turbati dal pianto della ragazza, la supplicano di venir meno alla parola data, ma Mirra aspira soltanto alla fuga e quindi alla liberazione. Si passa quindi alla cerimonia nuziale, durante la quale la ragazza irrompe in un urlo di orrore e la cerimonia è interrotta. A questo punto l’unica via di scampo è la morte, nella speranza che essa sopravvenga presto prima una sua parola incontrollata le esca dalla bocca e che faccia capire a tutti il sentimento incestuoso che domina il suo animo. Nel frattempo, Pereo si uccide e Ciniro, combattuto fra l’amore paterno e il proposito di strappare il segreto alla figlia per tre volte ordina alla ragazza di comparire al suo cospetto. Mirra è colta dalla disperazione perché ha il presentimento che ormai il suo amore insano non potrà più essere tenuto segreto e alla fine si presenta davanti al padre. Ciniro scandagli l’animo della figlia e capisce che il suo malessere deriva dall’amore e si dichiara pronto ad ogni suo desiderio, concedendole per sposo chiunque essa ami, anche se il suo sentimento è indegno. Ma la ragazza rifiuta e si trincera dietro il silenzio. A questo punto, il padre minaccia di allontanarla per sempre dalla reggia e di trasformare il suo amore paterno in odio. Mirra pronuncia allora una frase rivelatrice e nello stesso momento si trafigge con la spada del padre. Il suicidio non le impedisce tuttavia di udire prima della morte, le parole con cui il padre rivela alla madre l’amore incestuoso. Alla fine dell’atto, Mirra resta sola, con accanto solo la sua nutrice in lacrime.
Da segnalare che anche Ovidio ne Le Metamorfosi aveva narrato il mito di Mirra. Nel testo dello scrittore latino, però, la ragazza arriva ad avere un rapporto sessuale con il padre perché si finge un’altra donna; essa non si uccide, ma viene trasformata nell’albero della mirra il cui lacrime si trasformano in gocce di profumo orientale e da tale albero nascerà Adone, amato da Venere.
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