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Formazione e stile di Goldoni


Operò nella seconda metà del Settecento e nacque in provincia di Asti. La sua vita fu particolare, infatti da giovanissimo venne arruolato nell'esercito ed ebbe una formazione fortemente improntata sullo studio dei classici, italiani latini e in parte greci, da cui prese spunto per le sue tragedie. Riprese addirittura alcuni nomi, basandosi principalmente sulle tragedie di Eschilo, Sofocle e Eurípide: le opere di Euripide sono quelle che rappresentano la tragedia matura, che si avvicina a un declino, mentre quelle di Sofocle rappresentano le tragedie per antonomasia, del periodo che meglio rappresenta lo splendore del teatro e della tragedia.
La sua formazione diventò enciclopedica quando si spostò ed entrò in contatto con la letteratura francese, attraverso un viaggio a Parigi dove rimarrà tra il 1785 e il 1790: questo segnò la sua vita e la sua produzione, in quanto questa città era la patria dell'Illuminismo, e in questi anni veniva pubblicata la prima enciclopedia, dunque vi era un forte fermento culturale.
In seguito a ciò, tornò in Italia e si stabilì a Firenze, patria di Dante e Petrarca, suoi punti di riferimento a cui aveva dedicato molti dei suoi studi, per poi morire lì nel 1803.
Sulla sua formazione, dunque, incisero molto:
- la rivoluzione francese
- gli ideali illuministi respirati in Italia ma soprattutto a Parigi
- la volontà, negli ideali parigini, di vedere riconosciuti i propri diritti in quanto cittadini, seppur non abbienti, del terzo stato

Il contesto si riflette nella sua produzione attraverso la tragedia, che rappresenta al meglio il suo pensiero in quanto ha dietro di sé la volontà di far emergere dei concetti che in parte anticipano la corrente letteraria successiva che emergerà nella seconda metà dell'Ottocento, il Romanticismo.
I concetti che vengono introdotti, e che rappresentano un'anticipazione inconsapevole ma allo stesso tempo ricalcano perfettamente la poesia greca, sono:
- il titanismo, una forza superiore che coincide con la forza superiore che muoveva i personaggi della tragedia greca
- i forti sentimenti degli uomini, che rappresentano un cambiamento di tendenza rispetto all'illuminismo puro, che considerava l'uomo come un essere pensante e nulla di più.
- Il forte valore della parola piuttosto che dell'azione

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