Europa arrivi tardi: l'omofobia comincia a scuola

foto di coppie omosessuali

E’ ancora un argomento delicato quello delle unioni civili in Italia. In particolare i giudici di Strasburgo, che fanno parte dell’organo internazionale riconosciuto come Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ci ha condannato per aver violato i diritti di tre coppie omosessuali. In realtà il problema dell’omofobia, cioè il timore e i comportamenti violenti nei confronti delle persone gay, è radicato già tra i banchi di scuola. Particolare trascurato dalla comunità europea che ha espressamente chiesto ai 47 stati membri di legalizzare le unioni civili.

IL 32% DEI RAGAZZI LO CONFERMA – Uno studente su tre dei ragazzi intervistati da Skuola.net segnala casi di discriminazione contro i gay. Un atteggiamento presente anche tra i professori: il 14% dei giovani dichiara di aver sentito dalla cattedra paragonare l’omosessualità a una malattia. Parallelamente, la disinformazione regna sovrana e ben il 31% dichiara di non aver mai toccato il tema per un'occasione di discussione e confronto nè tra compagni nè con i professori.

MASCHI E FEMMINE – Dalla ricerca emergono due atteggiamenti ben diversi da parte dei ragazzi e delle ragazze. Mentre i primi dichiarano che, se mai scoprissero un lato omosessuale in loro, si chiuderebbero in se stessi, le seconde, più emotive, affermano che sarebbero disposte a parlarne da subito con i genitori. A questo punto vien spontaneo chiedersi, le capiranno mai?

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ONLINE - I casi di omofobia non mancano tra i post dei social network, il mezzo di comunicazione più usato dagli studenti. Tra coloro che hanno assistito a fenomeni di bullismo nei confronti di persone omosessuali della propria scuola, circa un terzo dichiara che si sono svolti online. Tuttavia, circa il 54% dei ragazzi ha scelto, davanti al materiale offensivo diffuso sul web, di lasciar correre, senza prendere le difese della vittima o denunciare.

OLTRE STRASBURGO - La denuncia da Strasburgo mette l’Italia alle strette sulla regolamentazione ad hoc a favore dei diritti gay. Il ministro per le riforme costituzionali, Maria Elena Boschi continua a martellare la stampa dicendo che “sarà pronta una legge entro l’anno”. Ma anche se questa venisse approvata, la situazione tra i banchi di scuola cambierebbe davvero? O comunque si ascolteranno veramente gli studenti che sentono di essere emotivamente diversi dagli altri? Staremo a vedere.

Serena Santoli

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