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lavagna di scuola

Incredibile ma vero: nel 2025 c’è ancora chi pensa che per educare i bambini servano punizioni corporali. Succede in una scuola elementare della contea di Marion, in Florida, dove il nuovo regolamento scolastico prevede di riportare in auge le bacchettate sulle mani come metodo disciplinare. 

La decisione ha già scatenato un acceso dibattito: c’è chi la difende come necessaria per tenere a bada la “violenza incontrollata di alcuni bambini” e chi, soprattutto tra psicologi e pedagogisti, parla di un salto indietro di due secoli.

Indice

  1. Una regola che sembra uscita dall’Ottocento
  2. Il consenso dei genitori
  3. La difesa del preside
  4. Psicologi sul piede di guerra
  5. In contrasto con le direttive statali

Una regola che sembra uscita dall’Ottocento

Le nuove - per così dire - regole della scuola sono chiare e prevedono una sola bacchettata a semestre, per di più lontano da occhi indiscreti, così da non rendere l’umiliazione ancora più pesante. Il tutto ricorda più un trattato educativo dell’Ottocento che una scuola del terzo millennio. Per giunta in Florida, la stessa dello sfarzo di Miami e Palm Beach. Anche se, va detto, la contea di Marion è nota per essere maggiormente conservatrice.

Il consenso dei genitori

Non tutti i bambini, però, saranno punibili allo stesso modo. A pagina 29 del codice comportamentale, la scuola specifica che la punizione potrà essere inflitta solo con l’autorizzazione del padre. Un dettaglio che sposta la responsabilità sulle famiglie, ma che non rende la pratica meno controversa.

La difesa del preside

Il preside dell’istituto non ha dubbi sulla bontà del provvedimento e ha difeso la scelta dichiarando che si è reso necessario per arginare la violenza incontrollata di alcuni bambini. Una posizione che cerca di concentrare l’attenzione sul tema della disciplina, ma che lascia aperti molti interrogativi sulla reale efficacia del metodo.

Psicologi sul piede di guerra

Il mondo degli psicologi, in ogni caso, ha reagito duramente. La maggior parte degli esperti sostiene che queste punizioni instilleranno nei bambini paura verso i propri insegnanti, compromettendo la serenità e la qualità dell’esperienza scolastica. In altre parole: invece di educare, rischiano di generare traumi difficili da cancellare.

In contrasto con le direttive statali

La decisione della scuola di Marion, peraltro, va anche contro le indicazioni del governatore della Florida, Charlie Crist, che aveva chiesto di rivedere periodicamente le sanzioni scolastiche e, soprattutto, di evitare le punizioni corporali.

Ma dalla piccola contea sembrano fare orecchie da mercante: per gli studenti del nuovo anno scolastico ci saranno ancora ginocchia sui ceci e bacchettate sulle mani.

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