Molestie a scuola: sai come difenderti?

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

come difendersi dai pericoli in agguato nell'ambiente scolastico

Un vicepreside arrestato per aver adescato minorenni con una falsa identità su Internet. Un bidello condannato a 20 mesi di carcere per aver baciato di sorpresa una liceaie. Questi due recenti fatti di cronaca sono solo alcune delle insidie che si nascondono tra i banchi di scuola. Partiamo da questi fatti per capire come difendersi e a chi rivolgersi.

ATTENTI AL VICEPRESIDE - E’ di queste ore la notizia dell’arresto del Vicepreside, nonché insegnante di italiano e storia, del Liceo Motzo di Quartu nel cagliaritano, accusato di detenzione di materiale pedopornografico. Alessandro Dettin, questo il nome dell’insegnante ora agli arresti domiciliari, navigava in rete e chattava con adolescenti spacciandosi per una ragazzina, utilizzando lo pseudonimo di “Alexa”. Fortunatamente, una delle ignare vittime finite nella “rete” del vicepreside, a seguito di uno scambio di fotografie di ragazze nude, si è rivolta prontamente alla Polizia Postale denunciando il suo sospetto. Da qui la scoperta di filmati e fotografie pedopornografici nei computer di Dettin.

IL BACIO DEL BIDELLO - Di due estati fa il caso, invece, del bidello invaghitosi di una giovane studentessa di un liceo di Empoli. Una conoscenza normalissima, sviluppatasi tra i corridoi della scuola, seguita dall’offerta da parte dell'operatore scolastico del numero di cellulare e del contatto su Facebook. Poi l’episodio incriminato: in un pomeriggio di corsi di recupero estivi, il bidello invita la giovane a seguirlo, e voltandosi la bacia sulle labbra cogliendola di sorpresa. Immediata la denuncia per violenza sessuale. Di questi giorni la notizia della condanna ad un anno e otto mesi di reclusione del bidello.

COME DIFENDERSI - Non capita, fortunatamente, tutti i giorni di sentir parlare di minacce, abusi e reati di tal genere avvenuti tra le mura scolastiche. Ad ogni modo bisogna mantenere alta la soglia di attenzione ai pericoli. E’ soprattutto la rete il luogo in cui i “grandi” riescono ad avere accesso spacciandosi per ragazzini, oltreché lo strumento maggiormente utilizzato dagli adulti per poter intessere relazioni con i giovanissimi. La scuola non deve essere considerata una trappola di insidie e tranelli, ma ad ogni segnale che devi dalla normalità bisogna far scattare un allarme. Stare attenti dal dare confidenza a chi non si conosce personalmente è la prima regola opportuna da attuare in casi di pericolo. Lo stesso vale per l’ambiente scolastico in cui è giusto, anche se non obbligatorio, sviluppare rapporti con il personale, dai docenti ai segretari, passando per i bidelli, ma bisogna comportarsi con prudenza. Insomma, va bene essere cortesi e amichevoli con tutti, ma mai dare troppa confidenza! Nel caso in cui abbiate anche solo un sospetto nei confronti di un prof o di un operatore scolastico che ultimamente è diventato un po' troppo "amicone" con voi, parlatene immediatamente con i vostri genitori o con un altro prof che possa decidere, eventualmente, di portare il problema all'attenzione del preside.

E a te è capitato di correre pericoli a scuola?

Margherita Paolini

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