
In Francia vogliono che la scuola inizi alle 9. E la scienza dice che hanno ragione.
L'ex ministra dell'Istruzione Anne Genetet e la ricercatrice Stéphanie Mazza hanno firmato un appello su Le Monde chiedendo di spostare l'inizio delle lezioni nelle medie e superiori francesi.
Il motivo? La cronobiologia - la scienza che studia i ritmi biologici - lo dice da tempo: gli orari troppo anticipati non sono compatibili con il cervello di un adolescente.
La proposta
Durante la pubertà, l'orologio biologico cambia. Il sistema circadiano - il meccanismo che regola il ciclo sonno-veglia - si sposta in avanti: ci si addormenta più tardi la sera e ci si sveglia più a fatica al mattino. Non è pigrizia, non è mancanza di volontà. È fisiologia.
E costringere un adolescente a essere operativo alle 7 o alle 8 di mattina significa chiedergli di funzionare contro il suo stesso corpo. Il tema non è nuovo in Francia.
L'anno scorso Emmanuel Macron aveva convocato un'assemblea di cittadini - la "Convention citoyenne sur le temps de l'enfant" - per discutere proprio degli orari scolastici e dell'organizzazione della giornata dei ragazzi.
La conclusione? Spostare l'inizio delle lezioni alle 9 nelle scuole medie, per permettere agli studenti di dormire di più ed essere più attenti e concentrati in classe.
Svegliarsi presto per andare a scuola "danneggia" il cervello degli adolescenti
E i dati lo confermano. Il Consiglio scientifico dell'istruzione nazionale francese ha condotto esperimenti concreti, e i risultati sono stati chiari: più sonno, meno debito di sonno accumulato durante la settimana, miglioramenti misurabili nell'attenzione, nel comportamento e nei livelli di ansia.
Qualcuno ha già provato a cambiare le cose. A Digione due scuole medie hanno sperimentato un ingresso posticipato, riorganizzando la pausa pranzo e la distribuzione delle ore durante la settimana senza toccare il numero totale di lezioni.
In Svizzera, in un istituto di Gossau, hanno reso facoltativa la prima ora lasciando scegliere agli studenti tra le 7:30 e le 8:30. Il 95% ha scelto le 8:30 - e, andando a dormire alla stessa ora di prima, ha guadagnato in media 45 minuti di sonno al giorno.
In più, gli studenti riferivano di addormentarsi più facilmente la sera rispetto a prima.
Le obiezioni, ovviamente, esistono: i genitori che lavorano, i trasporti pubblici, gli insegnanti. Ma l'appello firmato su Le Monde è netto su questo punto: non può più essere accettabile che i problemi degli adulti continuino ad avere la precedenza sulle esigenze degli adolescenti.