Istituti professionali, arriva il nuovo indirizzo in Industria e artigianato per il Made in Italy

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri

Dall’anno scolastico 2018/2019 il MIUR ha riformato l’assetto delle scuole superiori ad indirizzo professionale (IP), incrementandone il numero da 6 ad 11, con l’intento di aumentare in tal modo l’efficienza del Made in Italy nei diversi àmbiti. Dotati ognuno di particolari e proprie specificità istituzionali, organizzative e funzionali, i nuovi IP sono tutti accomunati dall’impostazione di una didattica personalizzata e dall’intenzione di mantenere una stretta connessione col territorio, pur garantendo una distribuzione più ampia e generale delle competenze.

Proprio per rispondere a tale esigenza, il triennio sarà finalizzato a sviluppare capacità di approfondimento specializzato richieste ad ogni studente. Per ottimizzare il raggiungimento di questi obiettivi, gli insegnamenti curricolari a cui sono affidate le consuete lezioni frontali in aula saranno affiancati ed integrati da insegnamenti tecnico-pratici, che occuperanno gli studenti anche nei laboratori dove sarà richiesto l’uso di attrezzature specialistiche. L’alternanza scuola-lavoro, invece, sarà accessibile dal secondo anno.

I tre assi culturali di riferimento nei nuovi IP

Un altro nodo centrale su cui sono basate le nuove direttive impartite dal MIUR agli indirizzi professionali, riguarda la divisione degli insegnamenti in unità di apprendimento (UdA) sin dalla prima classe del quinquennio, per sviluppare una rete di rapporti interdisciplinari fra una materia e l’altra, capace di coniugare i tre assi fondamentali a cui è associato il conseguimento di altrettante abilità e conoscenze. Ecco, nel dettaglio, su quali colonne poggia il nuovo sistema degli IP:

- Asse del Linguaggio: necessario per ascoltare, capire, esporre e fare proprie strategie linguistiche in un’ottica interculturale degli eventi, e fondamentale per poter comprendere anche i diversi linguaggi di settore.

- Asse Scientifico-tecnologico: mira a considerare il ruolo della scienza nella sua evoluzione e nei risultati odierni raggiunti. Senza questa conoscenza non si può capire l’ambiente circostante nel quale si opera, in una visione totalizzante che comprenda sia la composizione delle sue basi e della sua materia, sia la regolazione delle leggi fondamentali che ne determinano i processi e le trasformazioni energetiche.

- Asse Storico-sociale: è finalizzato alla comprensione dei processi evolutivi e dei rivolgimenti attivati nel corso della storia nei sistemi politico-istituzionali ed economico-produttivi senza mai dimenticare anche gli aspetti demografici, sociali e culturali nei diversi paesi europei ed internazionali.

Quante ore totali di insegnamento sono previste nei nuovi IP?

Al di là dell’identità specifica di ogni indirizzo, ciò che accomuna tutti i nuovi istituti professionali è la divisione in materie di istruzione generale e in materie di indirizzo specialistico. Per quanto riguarda il biennio, la somma delle ore totali nel campo dell’insegnamento generico è organizzata secondo una traccia di continuità assicurata dall’interazione dei tre assi culturali e ammonta a 1.188 ore. Le discipline di indirizzo si articolano in 924 ore. La somma complessiva è dunque di 2.112 ore (tra cui 264 sono destinate alla personalizzazione del progetto formativo e all’attivazione dell’alternanza scuola-lavoro).

Per quanto riguarda il triennio, invece, il monte ore di insegnamenti di portata generale, raccordate anch’esse da una linea che unisce i tre assi culturali, consiste in 462 ore ad anno a cui se ne aggiungono 594 proprie dell’area di indirizzo, per un totale di 1.056 ore per ogni anno scolastico (cifra che moltiplicata per tre anni raggiunge le 3.168 ore complessive).

In virtù dell’approvazione dello Stato in merito alla flessibilità concessa alle singole realtà scolastiche, è bene precisare che l’ultimo anno si configura come strutturato in maniera autonoma da parte dei singoli istituti, proprio per consentire agli studenti non solo il conseguimento del diploma dopo aver superato l’Esame di Stato, ma anche l’ottenimento di crediti finalizzati alla specializzazione tecnica superiore (IFTS), se previsti dalla regione di appartenenza.

Indirizzo professionale in Industria e artigianato per il Made in Italy: cos’è?

Nel documento scaricabile online sul sito del Miur viene definito l’indirizzo in “Industria e artigianato per il Made in Italy” come finalizzato a operare e attivare le abilità nel quadro dei ‘processi di lavorazione, fabbricazione, assemblaggio e commercializzazione dei prodotti industriali e artigianali, nonché negli aspetti relativi all’ideazione, progettazione e realizzazione dei prodotti stessi, anche con riferimento alle produzioni tipiche locali’. Come è evidente, viene sottolineato il forte legame con il territorio, pur inserendo l’operatività in un contesto più ampio, nazionale.

La connessione con il territorio è presente a tal punto che, in merito alle abilità attivate da tale indirizzo professionale, l’orientamento verso cui si dirige lo studio è intrinsecamente connesso ad un sistema di attività e particolari situazioni ‘sviluppate in relazione alle esigenze espresse dal territorio’ per essere così pienamente in grado di ‘intervenire nei processi industriali ed artigianali con adeguate capacità decisionali, spirito di iniziativa e di orientamento, anche nella prospettiva dell’esercizio di attività autonome nell’àmbito dell’imprenditorialità giovanile’.

IP in Industria e artigianato per il Made in Italy: ore e materie di studio previste nel biennio

Come già detto, il totale delle ore previste nel biennio di qualsiasi IP sono 2.112, divise fra 1.188 di istruzione generale e 924 pertinenti all’area di indirizzo. Per ciò che riguarda il quadro delle ore di cui si compone il biennio in Industria e artigianato per il Made in Italy, possiamo schematizzarlo come segue.

Quelle che riguardano la parte generale degli insegnamenti sono:
• Italiano: 264 ore;
• Inglese: 198 ore;
• Matematica: 264 ore;
• Storia, Geografia: 132 ore;
• Diritto ed Economia: 132 ore;
• Scienze motorie: 132 ore;
• RC o attività alternative: 66 ore.

Quelle che invece fanno riferimento alle discipline nell’area di indirizzo del biennio sono invece ripartite così:
• Scienze integrate: 132/198 ore;
• TIC: 132/165 ore;
• Laboratori tecnologici ed esercitazioni: 330/396 ore;
• Tecnologie, disegno e progettazione: 198/264 ore;
• Tra queste ore in tutte le discipline dette, saranno svolte 396 ore in compresenza con ITP.

IP in Industria e artigianato per il Made in Italy: ore e materie di studio previste nel triennio

Nel triennio - che comprende il terzo, il quarto e il quinto anno - delle 1.056 ore totali per anno, 462 attingono all’area degli insegnamenti generici e lo schema comune a tutti i nuovi IP si compone di:

- Lingua italiana: 132 ore per ciascun anno;
- Lingua inglese: 66 ore per ciascun anno;
- Storia: 66 ore per ciascun anno;
- Matematica: 99 ore per ciascun anno;
- Scienze motorie: 66 ore per ciascun anno;
- IRC o attività alternative: 33 ore per ciascun anno.

Le rimanenti 594 ore annuali previste nel quadro che comprende le materie di indirizzo nel triennio, invece, sono così articolate:

- Laboratori tecnologici ed esercitazioni: da 198 a 297 ore per ciascun anno;
- Tecnologie applicate ai materiali e ai processi produttivi: da 99 a 165 ore per ciascun anno;
- Progettazione e produzione: da 132 a 198 ore per ciascun anno;
- Tecniche di gestione ed organizzazione del processo produttivo: da 0 a 66 ore nel quarto anno e da 0 a 99 ore durante il quinto;
- Tecniche di distribuzione e marketing: da 0 a 66 ore nel quarto anno e da 0 a 99 ore nel quinto;

- Storia delle arti applicate: da 0 a 99 ore per ciascun anno.

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