Iscrizioni scuola, tra orientamento e tecnologia è ancora un’Italia a due marce

Marcello G.
Di Marcello G.

Anno nuovo, problemi vecchi. Partono le iscrizioni per la scuola 2018/2019 ma sembra che nulla sia cambiato rispetto al passato. Le dinamiche sono sempre quelle: scarso orientamento da parte degli istituti, il sistema di ‘prenotazione’ online che fatica a imporsi ma soprattutto un Paese spaccato a metà. Con il Nord che fa da lepre e un Sud che continua a fare la parte della lumaca. Così, anziché arrivati preparati all’appuntamento, molti genitori e molti studenti rischiano di perdere una grande occasione. Specialmente per chi si appresta a passare dalle scuole medie alle scuole superiori, infatti, il momento della scelta dell’indirizzo può risultare determinante per il futuro. Ma, come vedremo, le premesse – ancora una volta – non invitano di certo all’ottimismo.

L’orientamento che non c’è: solo il Nord si salva

Il vero ‘buco nero’ è proprio la cosa più importante di tutte: l’orientamento. Per fare una scelta consapevole bisogna avere le idee più che chiare. Poter valutare tutte le opzioni, conoscendole da vicino. Peccato che le scuole – ‘incaricate’ dal ministero dell’Istruzione di aprire gli occhi ai ragazzi – in più di un’occasione falliscano il compito. Secondo una ricerca effettuata da Skuola.net e Radio24 tra gli studenti di terza media, meno di 1 su 2 (il 47%) avrebbe svolto attività di orientamento costanti nella prima parte dell’anno scolastico. Solo il Nord si salva: qui il dato sull’orientamento intensivo sale al 65%.

Per gli studenti del Sud è notte fonda: 1 su 3 non ha fatto orientamento

E gli altri? Circa un terzo – 33% - giudica insufficiente il ruolo della scuola nel percorso di avvicinamento all’apertura delle iscrizioni. Ma l’aspetto più inquietante è che 1 ragazzo su 5 non ha avuto neanche una spiegazione sommaria dell’offerta didattica dei vari indirizzi liceali, tecnici, professionali. Ed è proprio su questo punto che emerge appieno lo scarto Nord-Sud, visto che nel Mezzogiorno d’Italia più di 1 studente su 3 – il 36% - dovrà fare tutto da solo, visto che nel proprio istituto alle attività di orientamento non è stato dedicato neppure un minuto.

Liceo percorso preferito. Ma un terzo non ha ancora scelto la scuola superiore

Ma anche dove l’orientamento c’è stato, non sempre ha dato i frutti sperati: solo 4 ‘licenziandi’ su 10 si sono mostrati soddisfatti dai consigli ricevuti durante gli incontri. Mentre più della metà di loro ha ancora molte perplessità: il 28% perché teme che il percorso individuato dalla scuola per lui non sia quello più adatto alle sue capacità e inclinazioni, il 27% perché alla fine i propri docenti non hanno espresso alcuna indicazione. La conseguenza è che, alla vigilia dell’apertura delle iscrizioni, il 36% non aveva ancora sciolto le riserve. E chi, invece, ha già deciso? Il 61% andrà al liceo, il 21% in un istituto tecnico, il 12% in un professionale, il restante 6% s’iscriverà a un corso di Istruzione e Formazione professionale (IeFP).

Iscrizioni online: 1 famiglia su 3 chiede aiuto alla scuola

Meno ‘drammatici’, ma da tenere comunque sotto osservazione, i dati sulle iscrizioni online. Il sistema, introdotto nel 2012, prevede che per tutte le prime classi di ogni ordine e grado, la domanda d’iscrizione vada inoltrata alla scuole di destinazione in via telematica. E, dopo l’iniziale diffidenza, s’inizia a familiarizzare con la novità. Anche se 3 famiglie su 10 ancora chiedono aiuto alla scuola di provenienza del figlio per compilare correttamente la domanda. E con un Sud afflitto dal ‘digital divide’ pure sul tema iscrizioni. A certificarlo è direttamente il Miur, con un focus elaborato in base alle statistiche relative all’anno scolastico 2017/2018.

I genitori del Nord-est sono i più ‘digitalizzati’. Il Sud arranca

Le regioni in cui i genitori sono tecnologicamente più avanzate, infatti, si concentrano tutte al Nord (in particolare lungo la fascia orientale del Settentrione). Sono il Friuli Venezia Giulia (dove l’87% delle famiglie ha compilato la domanda online in totale autonomia), il Veneto e la Lombardia (85%); seguite da Liguria ed Emilia-Romagna (84%) e dal Piemonte (82%). Buono il rendimento di Lazio e Toscana (82%). Ultimi posti, invece, per Campania, Puglia e Sicilia (dove la quota di chi iscrive i figli online senza rivolgersi alle scuole oscilla tra il 38% e il 42%). Nel Mezzogiorno solo Molise e Basilicata sono un’eccezione (6 famiglie su 10, qui, hanno fatto tutto da sole); numeri comunque troppo piccoli per sorridere. La speranza è che, nonostante le premesse non proprio incoraggianti, le iscrizioni 2018/2019 raccontino un’altra storia.


Marcello Gelardini


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