Essere gay non è naturale, parola di prof

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di rapporti omosessuali

I gay sono contro-natura. Questo il pensiero di una docente di Milano. Come riporta il Corriere della Sera, nel Liceo scientifico Leonardo Da Vinci si è accesa da qualche giorno una disputa tra la docente e degli studenti della stessa scuola proprio sul tema dell’omosessualità.

L’INIZIO DELLO SCONTRO – Dopo i tragici fatti di Parigi accaduti lo scorso gennaio, gli studenti della scuola avevano appeso un manifesto che rilanciava lo slogan “Je suis Charlie”. Su questo manifesto, a sostegno della causa, erano apparse subito moltissime firme, comprese quelle di alcuni docenti. Pochi giorni fa, però, accanto a questo manifesto ha fatto la sua comparsa un foglio, firmato da una professoressa, che condannava i rapporti omosessuali.

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IL FOGLIO VERDE – Paragonandosi a “Charlie Hebdo” e partendo, non a caso, dal tema della libertà di espressione, la professoressa ci ha tenuto a dire la sua su un tema che, evidentemente, le sta molto a cuore. I rapporti omosessuali. In particolare, la docente ha scritto quanto questi rapporti, secondo lei, siano innaturali rivendicando, invece, l’unicità delle relazioni eterosessuali, l’unico tipo di relazioni previste dalla natura.

LA REAZIONE DEGLI STUDENTI – Ovviamente, non è tardata la reazione degli studenti che si sono scagliati contro l’opinione della prof. Il primo bigliettino di risposta è arrivato proprio da un ragazzo, omosessuale, che ci ha tenuto a rivendicare la "naturalezza" dei rapporti omosessuali. Poco dopo, hanno fatto la loro comparsa altri fogli, alcuni ironici, altri più seri, tutti del parere contrario rispetto al pensiero espresso dalla prof.

LA PASTA ALLO SCOGLIO – Tra questi, quello sicuramente più simpatico è il foglio, scritto da una studentessa, che fa riferimento alla pasta allo scoglio e alle sue origini. Riportato dal Corriere della Sera, questo ironico bigliettino fa notare alla docente quanto sia “innaturale”, ma comunque buonissimo, il connubio tra il sugo e la cozza. Al termine dello scritto, la ragazza ci ha tenuto a precisare come la libertà di espressione, effettivamente, non imponga limiti, ma il buon senso sì, in aperta critica con quanto scritto dalla docente. Dopodichè, prima della sua firma, ha voluto lanciare uno slogan a sostegno del suo pensiero: “Je suis pasta allo scoglio” subito ripreso da moltissimi studenti della scuola.


Daniel Strippoli

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18 ottobre 2017 ore 16:30

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