Giannini: scuole non riaprianno a Ottobre

a causa del maltempo estivo un sindaco chiede di far slittare l'inizio dell'anno scolastico a Ottobre, ma il Ministro Giannini risponde che non è possibile perché i calendari scolastici sono già stati stabiliti

Forse qualcuno di voi ci ha sperato, leggendo in queste ore la notizia sui principali quotidiani. Tornare a scuola a Ottobre: questa è la proposta del sindaco di Forte dei Marmi per permettere alla stagione turistica di durare più a lungo e quindi di recuperare in parte il danno subito questa estate a causa del perdurante maltempo. Così ha scritto Umberto Buratti al Corriere della Sera: “Caro ministro, è stata un'estate perseguitata dal maltempo e gli operatori turistici hanno subito gravissimi danni.Le chiedo dunque di posticipare di un mese l'apertura delle scuole, sarebbe di grande sollievo per tutti gli operatori turistici che sono stati seriamente danneggiati". Tuttavia nel giro di poche ore è arrivata la risposta del Ministro Giannini, che ha spiegato che semplicemente non si può.


CALENDARIO SCOLASTICO 2014

DECISO DA TEMPO - La Giannini spiega che “i calendari con le date di inizio e di fine delle lezioni vengono deliberati dalle Regioni che li hanno già comunicati alle scuole e al Ministero in tempo utile per consentire la programmazione delle attività didattiche”. Insomma a un mese dalla partenza c’è troppo poco tempo per programmare delle variazioni al calendario scolastico 2014.

IL PROBLEMA DEI 200 GIORNI DI SCUOLA – C’è poi il problema, non secondario, che l’anno scolastico per essere valido deve durare almeno 200 giorni. Quindi spostare l’inizio delle lezioni potrebbe avere una duplice conseguenza: o la riduzione delle vacanze concesse durante l’anno scolastico (es. vacanze di Natale o di Pasqua) oppure il prolungamento della durata dell’anno scolastico fino a Giugno inoltrato, magari a ridosso della data esami di Maturità 2015 (17 Giugno), con buona pace dei giorni liberi per il ripasso.

LE SCUOLE VOGLIONO APRIRE PRIMA – La Giannini infatti ricorda che comunque “le scuole nella loro autonomia possono chiedere lievi variazioni rispetto al calendario regionale, a patto di garantire i 200 giorni minimi di lezione previsti per legge” . Anzi, prosegue il ministro, nella “maggior parte dei casi le richieste riguardano aperture anticipate che consentono di programmare pause flessibili nel corso dell’anno scolastico”. Insomma un po’ di vacanze in più oggi potrebbero costare un anno da carcerati il prossimo anno.

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