A scuola d'estate per recuperare ore perse: ecco perché

Ormai il caso è diventato di dominio pubblico. Ben 1.200 studenti e 120 docenti dell'Istituto di istruzione superiore "Leonardo Da Vinci", di Niscemi, dovranno tornare a scuola, dal 17 al 22 luglio, per completare il numero di ore di presenza obbligatoria dell'anno scolastico 2016-2017, ridotto a dicembre e a gennaio per il mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento.
La determina dirigenziale è stata emessa dal preside, Fernando Cannizzo, d'intesa con il consiglio d'istituto e col consiglio dei docenti, su ricorso di due professori che hanno ottenuto l'arrivo di ispettori scolastici.
Le polemiche non si arrestano. La decisione non sarebbe stata presa bene da diversi genitori, che ora minacciano ricorsi, per opporsi ad una decisione giunta a fine giugno e che ora potrebbe compromettere le ferie di molti.


Cosa succede agli studenti

Per quasi tutti, probabilmente nulla. Nel senso che gli scrutini si sono già svolti e quello che cambierà nella pagella di fine anno, dovrebbe essere solo la percentuale di assenze. I Consigli di Classe, sempre se si svolgeranno nuovamente, difficilmente potranno andare a cambiare valutazioni e giudizi a seguito della “coda” imposta per motivi burocratici e non funzionali.
Chi si dovrà preoccupare allora? Soltanto quegli alunni che nel corso dell’intero anno scolastico hanno accumulato un monte di ore di assenza vicino al 25% massimo consentito dalla legge. Il monte ore di assenza di ogni allievo è regolato dall'art. 14, comma 7 del DPR 122/2009.
Per chi ha chiuso l’anno scolastico con il 76% di ore di lezione svolte, assentarsi sei giorni, potrebbe infatti compromettere la validità dell’anno. I docenti, nel rifare i calcoli, potrebbero rilevare che qualcuno ha oltrepassato la soglia. E quello potrebbe essere un serio problema.

Casi particolari

Esistono delle scappatoie, però. Una riguarda quegli studenti che svolgono delle attività sportive riconosciute dal Coni (svolte proprio in quei giorni e in questo caso serve la dichiarazione della società sportiva di appartenenza). Un'altra riguarda i soggetti affetti da una patologia e presentano un certificato medico, relativo al periodo in questione. Oppure tutti coloro che rientrano in altri tipi di deroghe al tetto di assenze del 25%, riconosciute ad inizio anno scolastico dal Collegio dei docenti.
Infine c'è un’altra possibilità per gli studenti e i genitori, quella di impugnare la decisione della scuola. In tal caso, l’ultima parola spetterebbe al giudice.
Pertanto, è praticamente impossibile che le lezioni forzate a luglio possano mutare l'esito degli scrutini di metà giugno.
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