@MiurSocial, il Ministero che twitta

francesca_fortini
Di francesca_fortini

 @Miursocial, quando il ministero twitta agli studenti

Una rivoluzione in piena regola, quella che negli ultimi mesi ha visto il Ministero della pubblica istruzione lanciarsi nell’etere e farlo direttamente sui social. E così quel dicastero che, fino ad allora, restava nell’immaginario collettivo tra i più polverosi, ha iniziato a twittare con i suoi studenti, senza lasciare fuori dalla porta i docenti. Il solito gioco dei social network? Forse molto di più. Anche perché dietro c’è un team di professionisti, parte dell’ufficio stampa del Miur, che informa e fa chiarezza.

FOLLOWERS - Sul profilo twitter del Miur, come in tantissimi altri, si chiede, si critica e si gioisce. Basta un commento, un click e la discussione parte da sola. E’ il linguaggio dei giovani e il Miur non doveva restarne fuori. E non lo ha fatto. I numeri parlano chiaro: al 31 dicembre i followers del profilo Miur Social erano circa 7000. Oggi sono oltre 15500. E da viale Trastevere assicurano di volerci puntare sempre di più. Il riscontro, infatti, c’è ed è potentissimo.

LA MATURITA’, UN SUCCESSO - Basta dare un’occhiata al #quasimaturi: negli esami di maturità ancora in corso è stato tra le vette dei trending topic, twittato da Nord a Sud da maturandi in cerca di risposte attendibili. Chi, meglio del ministero, poteva darle? Nessuno. Poche battute, tipiche del linguaggio social, per rassicurare e rendere tutto più chiaro. E gli studenti hanno apprezzato. Anzi, hanno twittato.

INVALSI, SI TWITTA - Stesso seguito anche per gli esami di terza media, su cui l’aspettativa era inferiore ed invece ha sbaragliato ogni previsione. I ragazzi, soprattutto per la prova Invalsi, hanno chiesto consigli e, soprattutto, hanno voluto commentare. Tantissimi i tweet sulle prove: critici o positivi, non conta.

L’ANIMA SOCIAL DEL MIUR - “E’ nato un bel rapporto – spiega Alessandra Migliozzi, capoufficio stampa del Miur e maggiore artefice della svolta social di viale Trastevere – il ministero, visto spesso come un’istituzione distante, è diventato ora un interlocutore vero e proprio. Pur mantenendo un linguaggio istituzionale, ci rivolgiamo all’enorme platea della scuola. Tenendo in gran conto critiche e suggerimenti: dai ragazzi, ad esempio, abbiamo ricevuto tanti commenti alle tracce, mai banali. Inoltre, ogni giorno, viene twittata la rassegna stampa del Miur: è un servizio che mettiamo disposizione dei followers, in questo modo anche il sito del ministero diventa più aperto, più accessibile”.

NON SOLO ESAMI… – Se gli esami di Stato hanno dato largo sfogo ai contatti social tra candidati e Miur, va detto che la dialettica resta costante anche durante l’anno: “I tweet lanciati per la Nave della legalità – spiegano dall’ufficio stampa del dicastero – ad esempio vanno avanti anche ora. Tanti studenti ci twittano i loro lavori, magari legati alle tematiche affrontate sulla Nave”.

…E NON SOLO GIOVANI - E i professori che cosa ne pensano? Non tutti hanno aderito al richiamo social ma ce ne sono comunque tantissimi che ogni giorno lo fanno. Si tratta di un’occasione imperdibile per dialogare con il ministero. “Per noi si tratta di monitoraggi e rilevazioni – aggiunge l’ufficio stampa del Miur – quando ci viene descritta un’iniziativa digitale, ad esempio, la portiamo sul tavolo di discussione: diventa un’idea da valutare. Poi c’è chi ci chiede la data di pubblicazione dei bandi o delle varie scadenze: spesso rispondiamo anche in privato, dopo aver verificato la situazione”.


Lorena Loiacono

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