Docente insulta l'alunno. Il ministero dell'Istruzione paga il risarcimento

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

lavagna

La professoressa insulta lo studente e il giudice condanna il Miur al risarcimento. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza dopo una spiacevole vicenda che aveva visto protagonisti una professoressa di un liceo scientifico palermitano e un suo alunno. Offese e parolacce che avevano portato i genitori a voler fare chiarezza sul fatto, rivolgendosi fino ai piani alti di Viale Trastevere, coinvolgendo direttamente il Ministero nella più classica delle beghe da tribunale.

Le offese e la denuncia: cosa è successo

Un fatto banale all'origine della vicenda. Nella scuola il ragazzo non vide uno zaino del compagno e inciampò mentre tornava al suo posto. Il docente di inglese lo riempì di parolacce: "Sei uno str...", "ti senti un c....e mezzo", "non sei adatto a questa società". Dopo l'accaduto, lo studente riferì tutto ai propri genitori che inviarono due esposti: uno all'Ufficio scolastico regionale, l'altro all'allora ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza. Nella missiva diretta al Miur, i genitori chiedevano di accertare “lo svolgimento dei fatti tenuto conto di diverse attestazioni di solidarietà da genitori dei compagni, tutte basate su medesimi indizi seri, precisi e concordanti”.

Il papà del ragazzo chiese al ministero di voler sapere, inoltre, “se il linguaggio utilizzato dalla docente rientrerebbe in un nuovo programma didattico impartito dal Miur al corpo docente al fine di adeguare il livello di efficacia e di efficienza delle prestazioni lavorative e nei nuovi programmi della lingua inglese o, nel caso contrario, quali provvedimenti si intendano adottare per censurare tale comportamento”. Il Miur inviò gli ispettori a scuola che ascoltarono la professoressa e gli alunni. Dopo le indagini, i genitori decisero comunque di far causa al Miur, non soddisfatti del provvedimento disciplinare ai danni del docente. I genitori dell'alunno chiedevano il risarcimento per danni morali anche perché il figlio fu costretto a cambiare scuola.

La decisione del giudice e la sentenza

E il giudice civile della prima sezione civile del Tribunale di Palermo ha dato loro ragione. Per l'avvocato dei genitori si tratta di una sentenza importante per due motivi: "Riconosce la responsabilità per gli abusi dell'insegnante e soprattutto riconosce anche ai congiunti il diretto al risarcimento in base al principio della solidarietà familiare. Si tratta di un precedente innovativo sebbene accennato in obiter dictum dalla Cassazione nel 2002. Attenzione, però a non criminalizzare i docenti che svolgono comunque un lavoro importante e non sempre viene valorizzato". Il ministero è stato condannato a pagare 5.000 euro per metà al minore e per l'altra metà ai genitori. Dovrà anche risarcire 1.806 euro alla coppia come corrispettivo della retta pagata per l'iscrizione del figlio in un liceo privato.
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