Maturità e Ramadan, per gli studenti non si cambia

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Maturità 2015 e Ramadan, per gli studenti non si cambia

E’ di questi giorni la notizia della richiesta del sindacato SISA di adeguare i calendari degli esami di maturità per i prossimi 4 anni al Ramadan, mese sacro di preghiera e digiuno per i musulmani, fede che accomuna migliaia di ragazze e di ragazzi delle nostre scuole superiori. Dal 2015 al 2018, infatti il Ramadan cade proprio nel mese di giugno, quando si svolgono normalmente gli esami di Stato. Questa richiesta di adeguare la scuola italiana alle esigenze di studenti di altre culture non è però l’unica presentata in questi anni. Si è discusso anche sull'opportunità di togliere il crocifisso dalle aule e di abolire l’ora di religione. Ma cosa pensano gli studenti italiani di argomenti che li coinvolgono così da vicino? Ciò che emerge da due differenti ricerche di Skuola.net, è che i ragazzi italiani integrano e accolgono come amici gli studenti stranieri, e il 73% circa ha buoni rapporti con loro. Ma quando si tratta di rinunciare alle proprie tradizioni religiose e culturali, è “no” secco: il 68% sostiene che queste non devono essere cambiate per venire incontro a una minoranza.

RAMADAN VS

MATURITA’

: NON SI CAMBIA – Un ricerca di Skuola.net su 1.500 studenti ha messo in luce come il 68% non è disposto a concedere deroghe ai propri compagni musulmani per via del Ramadan. Secondo gli intervistati, la Maturità deve restare così com’è. E’ solo 1 su 3 ad essere più elastico e a dare il suo favore alla proposta del SISA.

LEGATI ALLE TRADIZIONI - E non cambia il discorso quando si tratta di una annosa questione della scuola italiana, quella del crocifisso nelle classi. Gli studenti sono perentori, deve restare al suo posto: 2 su 3 sono convinti di questo, e non c’è laicità e rispetto per le altre religioni che tenga. Il 50% degli intervistati si dichiara contrario alla sua rimozione per fattori esclusivamente culturali e non perché si senta particolarmente religioso, come invece dichiara circa 1 su 6. Ancora tradizionalisti i nostri studenti per quanto riguarda l’ora di religione: il 67% circa vuole che rimanga nell’orario scolastico, ma che si apra alla storia di tutte le religioni. Il 14% circa, invece, vuole mantenerla per il suo credo cattolico. Solo 1 su 4 circa, quindi, abolirebbe l’ora di religione, per rispetto dei ragazzi di altre culture (6.5%) o perché vuole una scuola laica (12%)

AMICI TRA I BANCHI DI SCUOLA – Tuttavia cultura, tradizioni e religione sono una cosa, l’amicizia è ben altro. E lo sanno bene sia gli studenti italiani che quelli stranieri. Lo rivela un altro recente sondaggio di Skuola.net, somministrato ad un campione di circa 1700 studenti. Tra i banchi di scuola, infatti, la nazionalità non è rilevante. A confermalo il 65% degli italiani, che considerano i propri compagni di classe stranieri esattamente come tutti gli altri.

GRUPPI MULTICULTURALI – E se si pensa che, piuttosto, siano i ragazzi di diversa nazionalità a preferire raggrupparsi tra di loro, escludendo i coetanei italiani, anche qui si sbaglia. A prevalere, infatti, per ben il 75% degli studenti stranieri, la voglia di essere amici di tutti al di là della provenienza geografica. Ma fuori scuola, dentro le mura domestiche, le cose cambiano? No, per ben 3 ragazzi su 5, sia italiani che non. Dopo il suono dell’ultima campanella, infatti, hanno confessato di ritrovarsi spesso per studiare tutti insieme.

Carla Ardizzone e Francesca Fortini

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