Studenti imbianchini: abbiamo ridipinto la scuola

Danielantonio Di Palma
Di Danielantonio Di Palma

intervista ad una studentessa di una scuola occupata dove gli studenti si sono improvvisati imbianchini per risistemarla

È di qualche giorno fa la notizia di alcuni studenti dell’I.I.S. Papareschi di Roma che, rimboccandosi le maniche, durante l’occupazione hanno ridipinto la loro scuola sistemandone anche il cortile. I ragazzi in questo modo hanno dimostrato che l’occupazione, la forma di protesta che bisognerebbe attuare solo in ultima istanza poiché illegale, può essere costruttiva e sintomatica del bisogno degli studenti di avere una scuola che funzioni. Skuola.net ha intervistato una studentessa della scuola protagonista per capire meglio perché e come si sono svolti i fatti.

Come è nata l'idea di improvvisarvi imbianchini per sistemare la vostra scuola?

L’idea di improvvisarci imbianchini e giardinieri è nata a seguito di un’assemblea tra noi studenti per dimostrare che l’occupazione sarebbe stata costruttiva e non una perdita di tempo come accade la maggior parte delle volte e come è accaduto nella mia stessa scuola due anni fa.

Siete in molti tra gli studenti a portare avanti questa iniziativa?

Inizialmente era stato fatto un sondaggio classe per classe per decidere se occupare o meno poi, dopo avere riscontrato il numero di si e di no, abbiamo riflettuto e abbiamo capito che quei pochi (eravamo meno della metà degli alunni iscritti) sarebbero bastati per occupare. Così nel week - end ci siamo visti per comprare il materiale necessario per chiudere scuola, ci siamo divisi i lavori e lunedì 12 Novembre abbiamo occupato. Il giorno successivo si è sparsa la voce, tramite il gruppo del comitato studentesco su Facebook, che l’occupazione sarebbe stata costruttiva e la maggior parte delle persone che non erano d’accordo con questa forma di protesta si sono presentate a scuola, si sono rimboccate le maniche e ci hanno aiutato a ridipingere la scuola e a risistemare il giardino che era in condizioni a dir poco pietose.

Quali sono per te i motivi della protesta?

I motivi per i quali abbiamo attuato questo tipo di protesta sono diversi. In primo luogo protestiamo contro i progetti di riforma della legge D.D.L 953 ex Aprea, che provocherà ulteriori tagli netti alla scuola, ridicolizzerà i diritti degli studenti, aumenterà ulteriormente il numero di studenti per classe rendendo ancor più difficile il corretto svolgimento delle lezioni e opererà a favore dei soggetti privati che, entrando a far parte ufficialmente degli organi collegiali, avranno un influenza pesante e pericolosa. In secondo luogo appoggiamo i professori andando contro l’aumento delle loro ore di lavoro, ma allo stesso tempo andiamo contro tutti quegli insegnanti che, invece di insorgere per manifestare il proprio malcontento verso queste riforme, hanno deciso di astenersi da alcune attività fondamentali come le uscite didattiche, i viaggi di istruzione e le prove di competenza, senza rendersi conto che in questa maniera siamo noi studenti gli unici ad essere danneggiati. Per ultimo non potevamo non protestare per la situazione interna della nostra scuola: l'assenza di laboratori specifici ed aule video, la presenza di zone chiuse o distrutte nelle quali è impossibile investire le questioni economiche, guasti irrisolti all'interno di bagni, aule o strumenti come computer e macchine fotocopiatrici, scale a rischio e in generale la pericolosità di un edificio non totalmente a norma, sono solo alcune delle infinite motivazioni per cui pensiamo che sia giusto protestare contro i troppi tagli alla scuola, a discapito di noi giovani, il futuro dell'umanità. Altro motivo di protesta rilevato e sollevato dagli insegnanti è stato un errore manageriale per quanto riguarda le graduatorie dei professori, creando così gravissimi disagi all'interno degli ordinamenti.


Fino a quando durerà l'occupazione?

L’occupazione è terminata il 18 Novembre e il 19 Novembre è stato pubblicato un articolo sul giornale “La Repubblica”.

Come sta venendo il lavoro? Non c'è il rischio che non essendo professionisti si peggiori la situazione?

Il rischio di peggiorare la situazione c’è stato. I corridoi della scuola sembravano un cantiere e fino all’ultimo giorno eravamo in crisi perché non sapevamo con che coraggio riconsegnare le chiavi della scuola alla preside. Poi ci siamo organizzati e alla fine siamo riusciti a completare il lavoro e a ripulire tutto per tempo.

E tu cosa ne pensi? Nella tua scuola sono state attuate forme di protesta costruttive?

Danielantonio Di Palma

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