Scuola non è un albergo: via all'occupazione

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

occupato il liceo artistico a rischio sfratto a Napoli. Partite le occupazioni anche a Bologna

Nessuna battuta d’arresto per l’ondata di protesta tutta al giovanile che sta animando ormai da settimane questo autunno denso di polemiche contro il Decreto Scuola, la Legge di Stabilità e i tagli all’Istruzione. In queste ore gli studenti del Liceo artistico Boccioni-Palizzi di Napoli stanno occupando la propria scuola manifestando contro la possibilità di essere sfrattati. Ma non sono gli unici: infatti da martedì è partita anche l’occupazione del Liceo Scientifico Sabin di Bologna, e quella del Dipartimento di Biochimica dell’Università del capoluogo emiliano da parte del collettivo Hobo.

Guida alla protesta >> Scegli la modalità giusta!

QUESTA SCUOLA NON È UN ALBERGO - La notizia del trasferimento del Liceo artistico di Napoli Boccioni-Palizzi dalla sede originaria al’interno della Mostra d’Oltremare, nella zona del Vomero, presso l’edificio dell’ex istituto Striano di via San Domenico, è giunta alle orecchie degli studenti del tutto casualmente. Il preside ha parlato di un «un problema di trasparenza di comunicazione con la dirigenza». Ad ogni modo, i giovani liceali non hanno accettato tale decisione che vedrebbe soccombere la propria scuola e contemporaneamente nascere un hotel, di cui sembra sia già pronta la planimetria. Quel che ha destato il maggior malumore è stato l’annuncio del potenziale trasferimento proprio a ridosso della futura Maturità.

LA PROTESTA DEGLI STUDENTI - Così gli studenti, appoggiati da famiglie, insegnanti e personale scolastico ha dato vita ad un’accesa protesta culminata nell’occupazione dell’Istituto. Inoltre è stata creata un’apposita pagina Facebook dal titolo “Il Boccioni non deve morire” che pare abbia già racimolato più di mille like. Nella pagina all’insegna della protesta contro il trasferimento forzato, pare sia stata postata anche una lista, una sorta di promemoria delle iniziative da attuare nella “lotta allo sfratto”, e tra queste figura anche “comprare un mitra”. Che la rivolta degli studenti arrivi alle armi, sembra abbastanza improbabile, ma è certo che i giovani non si arrenderanno facilmente alla decisione a loro imposta. E’ stato elaborato un comitato specifico con l’obiettivo di tentare di risolvere il problema,e i grandi protagonisti della protesta hanno avviato corsi di fashion design, fotografia, musica e cinema. Il loro obiettivo è quello di mantenere viva la protesta che, come preannunciato da una studentessa al “Corriere del Mezzogiorno” non rimarrà circoscritta al Liceo, ma coinvolgerà anche le piazze con manifestazioni.


INTANTO A BOLOGNA SI ACCENDE LA PROTESTA
- Intanto anche in un’altra città della Penisola i giovani hanno inaugurato la stagione dell’occupazione scolastica. A Bologna poco meno di 1400 studenti hanno occupato il Liceo Scientifico Sabin in via Matteotti, e la loro azione sarà protratta fino all’ottenimento effettivo di risposte da parte delle Istituzioni rispetto alle problematiche del caro libri e caro trasporti e tagli alla scuola. Per oggi pomeriggio è prevista un’assemblea con tutte le scuole in preparazione della manifestazione generale di venerdì. Occupato anche il seminterrato del dipartimento di biochimica dell’Università degli Studi di Bologna presso il campus di via Filippo Re da parte dei ragazzi del collettivo Hobo. Quest’ultimi vogliono, infatti, rilanciare spazi in disuso e l’università.

E tu aderirai alla manifestazione di venerdì prossimo, 15 novembre?

Margherita Paolini

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