I prof: niente più interrogazioni e verifiche

Mirko C.
Di Mirko C.

Si animano le proteste degli insegnanti contro l’aumento delle ore di lavoro: ieri un flash-mob davanti il Ministero

Una manifestazione di protesta, nata spontaneamente, senza simboli di partito e senza la mano dei sindacati. Gli insegnanti sono scesi in piazza ieri contro l’aumento delle ore di lavoro, da 18 a 24, realizzando un flash-mob promosso on line e tramite il tam-tam di sms e chiamate.

I PROF: IL NOSTRO LAVORO NON E’ SOLO A SCUOLA - "Avevamo pensato di fare un flash-mob battendo le mani sulla scalinata, poi spontaneamente ci è venuta l'idea di occupare viale Trastevere", così uno degli oltre cento insegnanti spiega la protesta andata in scena domenica davanti il Miur. Tra le immancabili carote e alcuni cartelloni messi in bella mostra per spiegare le conseguenze di questa legge, gli insegnanti spiegano che l’iniziativa è nata con lo scopo di “sensibilizzare tutti sulla difficoltà del nostro lavoro, che non è fatto solo di ore in classe, ma di tante attività che si devono svolgere a casa durante tutta la settimana, sabato e domenica compresi”.

OGNI DOMENICA DAVANTI AL MINISTERO - Ma non si fermeranno qui. La manifestazione che ha bloccato il traffico dell’intera zona è solo l’inizio di una serie di proteste che i prof hanno in cantiere, e sembrerebbe che l’appuntamento domenicale davanti al Ministero potrebbe diventare una consuetudine. Nel frattempo la protesta si diffonde anche all’interno degli Istituti, e riguarda anche un altro provvedimento: il ddl 953, ex Aprea, che prevede che gli attuali Consigli d'Istituto si trasformino in "Consigli dell'autonomia", aperti a membri esterni e sponsor, con il timore di una progressiva privatizzazione della scuola.

NIENTE GITE, VERIFICHE E INTERROGAZIONI - Da questa settimana, in alcuni licei, è cominciato il blocco di tutte le attività che non riguardano la didattica essenziale. Niente progetti extracurricolari, niente viaggi d’istruzione, niente che non sia semplice lezione. I prof fanno sciopero e con loro anche i bidelli e gli altri membri del personale scolastico. A rischio anche compiti in classe e interrogazioni: gli insegnanti hanno deciso di non effettuare più alcun tipo di verifica, ma di volersi limitare al solo insegnamento, dedicando anche delle ore all’approfondimento delle misure previste dal Governo, in modo che anche gli studenti possano capire i motivi della protesta.

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